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News 2013 Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 03 Gennaio 2013 13:48

01-01-2013 Le News. - Leggere i giornali non è tutto. Credo che predisporre un servizio come questo, anche se non regolare, possa implementare compiutamente ciò che già vi viene inviato a mezzo e-mail (circolari, monografie, circolari assicurative). Non posso assumermi peraltro la resposabilità di ciò che viene scritto: lo sbaglio e la modifica di legge sono sempre in agguato. Mi auguro comunque che lo troviate utile; buona lettura a tutti.

10-12-2013 - Comunicazioni beni concessi in godimento e finanziamenti dai soci, proroga al 31 gennaio 2014. - Dopo la pubblicazione online del modello di comunicazione all'Anagrafe tributaria dei beni concessi in godimento a soci o a familiari dell'imprenditore e dei finanziamenti/capitalizzazioni effettuati da soci o familiari nei confronti dell'impresa, con le relative istruzioni per la compilazione, i dubbi sollevati dai contribuenti tenuti all’adempimento e dalle varie categorie dei professionisti interessati non erano stati del tutto dissipati. Per tali ragioni, la proroga della scadenza fissata per il 12 dicembre 2013 è stata più volte auspicata. A pochi giorni dalla data prevista in calendario, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con un comunicato stampa, datato 6 dicembre 2013, nel quale si afferma che sono da ritenersi validi gli invii effettuati antro il 31 gennaio 2014 delle comunicazioni all’Anagrafe tributaria relativi agli eventi del 2012. Analogamente a quanto accaduto per lo spesometro, l’Agenzia si impegna così a mantenere aperti i canali telematici Entratel e Fisconline oltre la scadenza di giovedì prossimo, e sempre entro il 31 gennaio del nuovo anno potranno essere trasmessi gli eventuali files che annullano o sostituiscono i precedenti invii. Il comunicato stampa pur non introducendo una proroga formale, sottointende che la comunicazione che verrà completata nel termine lungo non darà luogo ad alcuna sanzione, essendo considerata tempestivamente inviata. Nelle motivazioni agenziali si legge la volontà di concedere un maggior lasso temporale per andare incontro alle “difficoltà rappresentate dai contribuenti obbligati” ai suddetti adempimenti: cosa che comunque la sola proroga di certo non risolve. Nello specifico le questioni ancora aperte che rischiano di sommergere l’Anagrafe tributaria con dati inutili ai fini dell’accertamento sintetico sono, per esempio, l’obbligo di comunicare il totale dei versamenti e dei finanziamenti e le capitalizzazioni effettuate senza tener conto delle restituzioni avvenute in corso d’anno. Allo stesso modo, appare poco chiara l’esclusione della comunicazione introdotta a favore dei soggetti in contabilità semplificata, che non hanno un conto dedicato alla gestione dell’impresa, dato che tale esonero appare in contrasto con le precedenti indicazioni dell’Agenzia circa la tracciabilità delle movimentazioni aziendali. (Fonte AIDC)

06-12-2013 - Appuntamento il 16 dicembre con la Tares. - A meno di due settimane dalla scadenza della Tares, il Dipartimento delle finanze, con la risoluzione n. 10/DF del 2 dicembre 2013, ricorda che il termine ultimo per il versamento non può essere stabilito oltre il 16 dicembre 2013.Precisa inoltre che i pagamenti del prelievo e della maggiorazione Tares devono essere effettuati esclusivamente tramite il modello F24 o anche mediante il bollettino di conto corrente postale di cui al decreto direttoriale del 14 maggio 2013. I codici tributo da indicare sono quelli istituiti con le risoluzioni n. 37, del 27 maggio 2013, e n. 42, del 28 giugno 2013.In occasione dell'ultima rata, gli enti locali devono inviare ai contribuenti il modello precompilato di pagamento, con l'indicazione separata degli importi dovuti a titolo di tributo o tariffa o maggiorazione.Chiarimenti sono forniti anche ai residenti all'estero che non riescono ad effettuare il pagamento tramite modello F24. Dopo aver contattato direttamente i Comuni per il tributo o la tariffa puntuale, essi devono eseguire – relativamente alla maggiorazione Tares – un bonifico a favore della Banca d'Italia, secondo le modalità specificate nella risoluzione, e poi provvedere ad inviare copia delle operazioni al Comune per i successivi controlli. Tali modalità interessano anche gli enti pubblici che non possono utilizzare il bollettino di conto corrente postale o il modello “F24 enti pubblici”. (Fonte AIDC)

04-12-2013 - In “GU” il decreto di abolizione della seconda rata Imu. Il costo su banche e assicurazioni. - Il decreto legge n. 133 del 30 novembre 2013 recante, tra le altre cose, disposizioni urgenti in materia di Imu, dopo la firma del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, è stato pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 281 dello stesso giorno.Con la pubblicazione è finalmente arrivata la tanto attesa ufficializzazione della sospensione della seconda rata Imu sull’abitazione principale non di pregio e anche sui fabbricati rurali e i terreni di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Nonostante l’abolizione della seconda rata dell’imposta municipale sugli immobili, si profila subito l’ipotesi di un rimborso per quei contribuenti che sono tenuti a versare, entro il 16 gennaio del prossimo anno, la mini imposta (40% a loro carico) che scaturisce dall’applicazione dell’aliquota e delle detrazioni deliberate/confermate dai comuni nel 2013, nel caso in cui risultino maggiori rispetto a quelle di base previste dalla legge. Ecco, dunque, che il Governo è già al lavoro per cercare le risorse necessarie per far fronte a tali rimborsi: si stima che occorreranno 150 milioni di euro, che sicuramente non sarà facile reperire. Si stanno avanzando delle ipotesi per far rientrare tale cifra nella legge di Stabilità, cosa comunque non semplice visto che la lista delle modifiche da inserire nella finanziaria in approvazione entro fine anno si amplia ogni giorno di più. L’ultima parola in merito, comunque, spetta sempre al ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. Dunque, non resta che aspettare. Intanto, nel testo del provvedimento è entrata la novità che resta fissato al 9 dicembre il termine entro il quale i comuni, che non hanno ancora provveduto, dovranno rispettare per la pubblicazione delle delibere nelle quali vengono fissate le aliquote Imu. Si parla di novità, dato che nelle bozze dei giorni subito precedenti la pubblicazione ufficiale del Decreto 133/2013 il termine era ancora fissato al 5 dicembre. Ferma, invece, la copertura finanziaria dell’intero costo del provvedimento. I 2,16 miliardi di euro necessari per l’abolizione della seconda rata dell’Imu resta addebitata agli operatori del settore finanziario e assicurativo.Il provvedimento emanato dal Governo fa infatti scattare la clausola di salvaguardia prevista dal Dl 102/2013 sulla prima rata Imu, per cui i soggetti esercenti attività finanziarie, creditizie e assicurative per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, vedranno aumentato al 128,5% l’acconto dell’Ires e, conseguentemente, quello dell’Irap. A seguito dell’approvazione del Dl 133, infatti, è stato firmato il Dm del Ministro dell’Economia, che ha disposto l’ulteriore incremento dell’acconto Ires di 1,5 punti percentuali per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013 e per quello successivo. Ad annunciarlo un comunicato stampa dello stesso Mef n. 236 del 30 novembre 2013. Si parla così di un maxi-acconto Ires e Irap del 130%, che si ottiene dalla somma tra il 128,5% previsto dal Dl 133 e l'1,5% aggiunto dal decreto ministeriale; in più, poi, i suddetti soggetti finanziari dovranno versare un'addizionale dell'8,5% all'Ires e il nuovo anticipo del 100% sull'imposta per il risparmio amministrato. Dal 2014 l'acconto per gli istituti di credito e le compagnie assicurative scenderà al 101,5% allineandosi a quello delle altre imprese. È da ricordare che, sempre nel Dl 133/2013, è stata disposta la proroga del termine di scadenza per il versamento della seconda o unica rata di acconto dell’Ires al 10 dicembre 2013. (Fonte AIDC)

30-11-2013 - Legge di stabilità. - Prosegue il percorso della legge di stabilità (approvata dal senato). Ora la pala torna alla camera.

26-11-2013 -  Cedolare secca. Aliquota ridotta del 15% ai versamenti da effettuare entro il 2 dicembre. - L’Agenzia delle Entrate, con comunicato stampa del 22 novembre 2013, ha fornito alcune importanti indicazioni circa il calcolo da effettuare per l'acconto della cedolare secca relativa all'anno 2013. Riferendosi specificatamente, ai contratti a canone concordato, l’Agenzia ritiene che sia immediatamente applicabile – già per i versamenti da effettuare antro il 2 dicembre 2013, essendo il termine di legge del 30 novembre un sabato - l’aliquota del 15% più favorevole ai contribuenti, in luogo di quella del 19%. Ciò, in virtù del Decreto IMU (Dl n. 102/2013) che ha ridotto con effetto immediato l’aliquota applicabile per i canoni derivanti da contratti di locazione a canone concordato, relativi ad appartamenti situati nei comuni con carenze di disponibilità abitative o in quelli ad alta tensione abitativa. La riduzione di quattro punti percentuali del livello di tassazione sarà fruibile immediatamente da coloro che calcolano l’acconto della cedolare secca con il metodo previsionale: l’acconto potrà essere infatti calcolato applicando fin da subito l’aliquota ridotta del 15%, facendo una stima della minore imposta sostitutiva che è dovuta per il 2013. Particolare attenzione, però, deve essere fatta nel momento in cui si effettuano i calcoli, perché nel caso in cui si versi un importo sbagliato (inferiore al dovuto) si incorrerà nella sanzione del 30%, che comunemente viene applicata ai versamenti insufficienti.I calcoli per l’acconto del 2 dicembre, dunque, devono essere fatti con molta attenzione sia nel caso in cui il pagamento dell’acconto avviene in unica soluzione perché l’importo non supera i 257,52 euro, sia nel caso in cui, invece, viene fatto in due tranche (la prima pari al 40% pagata a giugno). In questo secondo caso, la parte in precedenza pagata è stata calcolata con l’aliquota del 19%: dunque, ora, sarà necessario calcolare il 95% della cedolare con aliquota al 15% e versare la differenza. In entrambi i casi (pagamento della seconda o unica rata dell’acconto della cedolare secca) il codice tributo da utilizzare è il 1841. Le novità che i contribuenti devono tenere in considerazione nel calcolo del secondo acconto di Ires e Irap previsto per il 2 dicembre p.v., rispetto alle scelte effettuate per il versamento del primo acconto del 17 giugno 2013, sono state affrontate anche da Assonime nella circolare n. 36 del 22 novembre 2013.L’Associazione passa in rassegna le novità normative che potrebbero indurre i contribuenti a modificare le scelte operate per il primo acconto. Tra le novità accorse, si analizza, in particolare, l’aumento dal 100% al 101% della misura dell’acconto Ires complessivamente dovuto per il corrente periodo d’imposta. Si evidenzia come la disposizione di legge fa un generico riferimento alla misura dell'acconto dovuto, perciò, la maggiorazione dovrebbe applicarsi tanto all'acconto determinato con il metodo storico, quanto all'acconto determinato con il metodo previsionale. (Fonte AIDC)

21-11-2013 - Agenzia Entrate: risposte alle Faq sul modello polivalente. - Dopo i comunicati stampa del 7 e dell’8 novembre 2013 con cui l’Agenzia delle Entrate annunciava lo slittamento dei termini per effettuare le comunicazioni delle informazioni rilevanti ai fini Iva entro il termine del 31 gennaio 2014, senza l’applicazione di sanzioni, una ulteriore conferma di tutto ciò è arrivata dalle risposte alle Faq sullo spesometro, che la stessa Amministrazione finanziaria ha pubblicato il 19 novembre sul proprio sito internet. Rispondendo agli specifici quesiti pervenuti circa la corretta compilazione del modello polivalente, l’Agenzia ha reso alcune indicazioni di comune interesse, riguardanti i principali quadri del modello. Relativamente al Quadro BL in cui devono confluire le comunicazioni delle operazioni con soggetti stabiliti in paesi black list, si specifica che tali operazioni sono escluse dalla comunicazione annuale relativa alle operazioni rilevanti Iva (quadro SE). Inoltre, se le stesse sono di importo uguale o inferiore a 500 euro, e quindi escluse dall'obbligo della comunicazione black list, non devono essere inserite negli altri ordinari quadri del modello polivalente. Le caselle «operazioni con soggetti non residenti» e «acquisti di servizi da non residenti», sempre del quadro BL, devono essere barrate rispettivamente per indicare le operazioni attive e le operazioni passive, riferendosi sempre all’esposizione aggregata delle operazioni relative ai rapporti con soggetti non residenti; nel caso di esposizione analitica, invece, gli stessi dati sarebbero confluiti nel quadro FN e nel quadro SE. Nel Quadro FR ci sono due campi: uno riferito alla “Autofattura” e l’altro al “Reverse charge”. La casella "Autofattura" va barrata per segnalare gli acquisti da non residenti, specificatamente nel caso in cui manchino elementi sufficienti a individuare la controparte non residente oppure nel caso in cui la documentazione emessa dalla controparte si renda illeggibile o riportante dati formalmente non utilizzabili. La casella "Reverse charge" invece deve essere barrata anche nei casi di cessione di cellulari o microprocessori; mentre sono escluse dalla comunicazione le cessioni di immobili. Tra le altre risposte alle domande più frequenti, l'Agenzia inoltre, puntualizza l’uso appropriato del Quadro SE, specificando che in esso vanno riportate tutte le operazioni passive effettuate con soggetti non residenti, sia comunitari che extracomunitari, purché rilevanti in Italia e che non costituiscano importazioni o operazioni da indicare negli elenchi Intrastat. (Fonte AIDC)

17-11-2013 - Comunicazione dei beni ai soci. - La scadenza si avvicina ed i dubbi in assenza di chiarimenti da parte dell'Age, aumentano. Restano interessati dalla comunicazione: - i finanziamenti o capitalizzazioni concessi all'impresa (dovrebbero essere SOLO quelli concessi), Non sono interessati dalla comunicazione gli apporti dell'imprenditore alla propria attività. Quanto alle società, non vanno comunicate le erogazioni da parte di soci non persone fisiche e di familiari di soci della società. Sono esclusi dalla comunicazione i professionisti, le associazioni professionali o le società tra professionisti. Dovrebbe infine valere il limite di 3.600 euro a socio nei confronti della singola società. ... E la scadenza del periodo di imposta 2013 già incombe (30 aprile 2014).

16-11-2013 - L’Inail sul Durc ottenuto per i crediti con la Pa. - Con la circolare n. 53 dell’11 novembre 2013, Inail interviene in merito al rilascio del Durc ai sensi dell’art. 13-bis, comma 5, d.l. 52/2012. La norma citata prevede che anche in presenza di irregolarità contributiva sarà rilasciato il Durc, con dicitura “ai sensi dell’art. 13-bis, comma 5, d.l. 52/2012”, alle imprese che hanno ottenuto la certificazione di uno o più crediti nei confronti di amministrazioni statali, enti pubblici nazionali, Regioni, enti locali e enti del Servizio Sanitario Nazionale (ex art. 9, comma 3 bis, del Dl 185/2008, convertito con la L 2/2009) “di importo almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati da parte del soggetto titolare dei crediti certificati”. Si ricorda che il ministero del Lavoro ha provveduto, con circolare 40 del 2013, a fornire i primi chiarimenti sulla nuova possibilità. Con la circolare in oggetto, l'Inail inquadra la disciplina in argomento e fornisce le istruzioni per gli aspetti di competenza. Tra i richiami della normativa, si evidenzia quella inerente alla richiesta del Durc da parte di una pubblica amministrazione, tenuta ad acquisirlo d’ufficio con dichiarazione da parte del contribuente di vantare dei crediti per i quali ha ottenuto la certificazione tramite la specifica piattaforma informatica. Il Durc sarà rilasciato se l’interessato esibisce certificazione del credito a seguito dell’invito a regolarizzare l’inadempienza contributiva. L’invito a regolarizzare, entro un termine non superiore a quindici giorni, prima di emettere un certificato attestante l’irregolarità, è d’obbligo, ad eccezione del caso in cui non possa applicarsi il criterio dello scostamento non grave tra le somme dovute e quelle versate, con riferimento a ciascun Istituto previdenziale e a ciascuna Cassa edile. In merito, la circolare ricorda che non è considerato grave lo scostamento inferiore o pari al 5% tra le somme dovute e quelle versate con riferimento a ciascun periodo di paga o di contribuzione o, comunque, uno scostamento inferiore a 100 euro, restando l'obbligo di versamento del predetto importo entro i trenta giorni successivi al rilascio del Durc. (Fonte AIDC)

14-11-2013 - Spesometro: dichiarata la proroga “di fatto”. - L'Age con un semplice comunicato stampa ha informato i contribuenti che lo spesometro potrà essere inviato senza sanzioni sino alla data del 31 gennaio 2013 prossimo. Nello stesso comunicatosi informa che si potranno inviare entro il medesimo termine comunicazioni sostitutive o integrative di qualle precedentemente spedite. Ovviamente non saranno irrogate sanzioni per tardivo invio.

13-11-2103 - Rateazione straordinaria del debito, il decreto è in Gazzetta. - Pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 262, dell'8 novembre 2013, il decreto del 6 novembre 2013 con il quale il Ministero dell'economia disciplina la “Rateiazzazione straordinaria delle somme iscritte a ruolo, come previsto dall'articolo 52, comma 3, del decreto legge n. 69 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 98 del 2013”. Il decreto contempla la possibilità di dilazione delle somme iscritte a ruolo, fino ad un massimo di 120 rate mensili, secondo i piani di rateazione che sono stati individuati in ordinario, straordinario, in proroga ordinario, in proroga straordinario. La mancata richiesta di un piano di rateazione straordinario, non esclude la possibilità di richiedere ed ottenere un piano di rateazione ordinario, anche in proroga. Condizioni necessarie per la richiesta del piano di rateazione straordinario sono: - l'accertata impossibilità per il debitore di eseguire il pagamento del credito secondo un piano ordinario; - la solvibilità dello stesso debitore, valutata in relazione al piano di rateazione concedibile. Per le persone fisiche e le ditte individuali con regimi fiscali semplificati, l'importo della rata deve essere superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare del richiedente. Per le imprese, l'importo della rata deve essere superiore al 10% del valore della produzione su base mensile e in base all'articolo 2425 del codice civile. Il numero delle rate è stabilito in base al rapporto esistente tra la rata e il reddito o il valore della produzione, secondo le tabelle allegate al decreto. In caso di mancato accoglimento della richiesta di un piano di lavoro straordinario, è data la possibilità di richiedere un piano di rateazione ordinario, anche in proroga. Si auspica che, con l'emanazione del decreto, Equitalia chiarisca alcuni dubbi sull'interpretazione delle disposizioni riguardanti: - la retroattività delle nuove regole di decadenza dalla rateazione, prevista per l'omesso pagamento di otto rate complessive; - i pignoramenti immobiliari, con il divieto di pignoramento dell'abitazione principale quale unico immobile posseduto; - la definizione di veicolo strumentale all'impresa o alla professione, visto il divieto di fermo amministrativo dei veicoli strumentali disposto dal DL n. 69/2013; - la modalità di attuazione della rateazione straordinaria, con la possibilità di concedere, come già previsto per le dilazioni ordinarie che per quelle in proroga, dilazioni a rata variabile crescente, al posto di quella costante; il calcolo dell'indice di liquidità e le modalità di determinazione del valore della produzione per le società di persone in contabilità semplificata e gli enti non commerciali. (Fonte AIDC)

11-11-2013 - Benefici fiscali prima casa anche nell'ipotesi di acquisto della nuda proprietà . - La Commissione tributaria regionale di Roma, con sentenza n. 263/38/13, ha ribaltato un avviso di accertamento con cui l'amministrazione finanziaria aveva revocato le agevolazioni prima casa, recuperando le relative imposte, nei confronti di un contribuente che aveva acquistato la nuda proprietà di un immobile fruendo delle aliquote fiscali agevolate senza procedere, nei 18 mesi successivi, al trasferimento di residenza nel comune di ubicazione dell'immobile acquistato. Secondo l'agenzia dell'Entrate, in particolare, anche nell'ipotesi di specie di acquisto della nuda proprietà, il contribuente era tenuto a rispettare la condicio del trasferimento della residenza nel comune d'ubicazione d'immobile, residenza che – a detta del Fisco - non avrebbe dovuto, necessariamente, essere portata all'interno dell'immobile acquistato bensì anche in altro immobile sito nel comune d'ubicazione del medesimo. Questa interpretazione, tuttavia, è stata smentita dai giudici regionali secondo i quali, nel caso di un acquisto di nuda proprietà, è sufficiente, per poter godere dei benefici, che l'acquirente dichiari di voler adibire il fabbricato a propria abitazione, fermo restando “che nel momento in cui l'appartamento entra nella disponibilità del compratore, questi lo deve adibire realmente a propria abitazione”. (Fonte AIDC)

10-11-2013 - Alla Corte Ue l’ultima parola sulla mancata registrazione delle operazioni di reverse charge. - L’onere di decidere se gli errori di registrazione in tema di reverse charge siano di natura formale o sostanziale e siano, dunque, tali da far perdere all’imprenditore, che ha omesso l’annotazione degli acquisiti intracomunitari sugli elenchi riepilogativi, i benefici fiscali Iva è stato rimandato alla Corte di giustizia Ue. La Corte di Cassazione, infatti, con l’ordinanza n. 25035 del 7 novembre 2013, ha richiesto l’intervento della Corte europea per la risoluzione della questione pregiudiziale.  Già, in passato, la Corte Ue aveva considerato incompatibile con l’articolo 90 del Trattato Ue la previsione della norma italiana (Art. 70, Dpr 633/72), che contempla una sanzione più severa per le infrazioni relative all’Iva all’importazione rispetto a quelle riguardanti l’Iva sulle cessioni di beni all’interno del Paese. Ora, si chiede di sapere se tale principio è valido anche nel caso di totale inosservanza degli obblighi di annotazione relativi agli acquisti intraUe, anche se - come si legge nelle motivazioni – “non vi sono dubbi circa la posizione del contribuente tenuto al pagamento dell'imposta e del suo diritto alla detrazione”. Le richieste mosse dalla Cassazione ai giudici europei sono ben precise: da una parte, si vuole sapere se in caso di inosservanza totale degli obblighi di registrazione in materia di acquisti intraUe si possano legittimamente applicare sia le sanzioni per l’inadempimento della formalità che la negazione del diritto alla detrazione; dall’altro, se l’espressione "obblighi sostanziali" faccia riferimento alla necessità di pagamento del tributo oppure all’assunzione del debito d’imposta. (Fonte AIDC)

04-11-2013 - Countdown per lo spesometro, ancora incertezze. - Sulla trasmissione dell'elenco clienti e fornitori ai fini dello spesometro, a pochi giorni dalla scadenza per i mensili (12 novembre 2013), non sono stati fugati i molti dubbi su quali siano le operazioni rilevanti da trasmettere e non. Ad esempio resta ancora da confermare l’esclusione fatture relative a telefono, acqua, gas, energia elettrica. Modelli e istruzioni, con i casi particolari, non sono serviti a chiare le incertezze. E il software di controllo dati è stato diffuso dall’agenzia delle Entrate solo il 25 ottobre 2013, troppo a ridosso della scadenza per essere utilizzato correttamente. Come il rilascio del modello polivalente, avvenuto il 10 ottobre scorso (in proposito si segnala che nel nuovo modello non c’è posto per la firma né del contribuente, né dell’intermediario incaricato dell’invio). Eppure lo Statuto del contribuente obbliga l’amministrazione finanziaria a non prevedere adempimenti prima di 60 giorni dall'entrata in vigore o conoscenza degli strumenti. Stride, con il rispetto di professionisti e titolari di partita Iva, la decisione dell’agenzia delle Entrate che evita l’adempimento per gli anni 2012 e 2013 solo a Stato, Regioni, Province, Comuni e altri organismi di diritto pubblico. Si ricorda che a regime - a partire dalla comunicazione delle operazioni del 2013 - la scadenza per i soggetti mensili è il 10 aprile mentre per i soggetti trimestrali è il 20 aprile (primo adempimento 2013 al 21 novembre). (Fonte AIDC)

28-10-2013 - Cassetto fiscale. - L'Age, con comunicato stampa del 24 ottobre 2013, ha reso noto che, a fare data dal 31 ottobre prossimo, l'accesso al cassetto fiscale potrà essere reso fruibile da due intermediari (ad oggi è uno solo). Restano invariate le condizioni per l'accesso: firmare del regolamento con le condizioni di utilizzo del servizio e invio all'Age tramite Entratel. Sempre dal 31 ottobre saranno fruibili le informazioni relative al Vies (ovviamente sempre dal cassetto fiscale).

26-10-2013 - Ok all'accertamento basato sugli studi in caso di reddito inferiore ai costi sostenuti. - Secondo la Corte di cassazione – sentenza n. 24016 del 23 ottobre 2013 – è da considerare “antieconomico” il comportamento del professionista che dichiari un reddito particolarmente basso rispetto ai costi sostenuti per il personale dipendente e ai compensi corrisposti a terzi. E di fronte all'antieconomicità di questo comportamento, va considerato legittimo l'accertamento fiscale che venga attivato sulla base degli studi di settore. Nel caso esaminato, la Suprema corte di legittimità ha ritenuto di dover aderire alle conclusioni rese dal giudice di appello il quale aveva rilevato il valore significativo assunto, sul piano indiziario e presuntivo, dal comportamento antieconomico del contribuente, “concretatosi nella dichiarazione, da parte del medesimo, di un reddito nettamente inferiore - nell'anno 2005 - ai costi sostenuti per il personale dipendente e per compensi corrisposti a terzi”. Niente da fare, dunque, per l'avvocato che si era opposto ad un avviso di accertamento emesso nei suoi confronti dall'Ufficio finanziario sulla base degli studi di settore. Il legale si era lamentato che la Commissione regionale non avesse tenuto in debita considerazione la documentazione sanitaria che lo stesso aveva depositato in atti e da cui si poteva desumere che il reddito per gli anni successivi a quello dell'accertamento era stato sensibilmente inferiore in conseguenza delle notevoli ripercussioni fisiche subite in occasione di un sinistro stradale. (Fonte AIDC)

22-10-2013 - Durc. I crediti certificati verso la Pa consentono di ottenere la regolarità contributiva. - Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con la circolare n. 40 del 21 ottobre 2013, fornisce primi chiarimenti relativi alla disciplina di cui al Dm 13 marzo 2013 in materia di rilascio del Durc. Nello specifico, si offrono le disposizioni attuative della norma contenuta nell’articolo 13-bis, comma 5, del Dl n. 52/2012, convertito dalla Legge n. 94/2012, che prevede la regolare concessione del Durc per le imprese che hanno debiti contributivi accertati e non ancora versati a fronte dei quali si individuano crediti certificati certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Dunque, ai fini del rilascio del Durc, è necessario che il soggetto interessato attesti l’esistenza del credito verso la pubblica amministrazione pur trovandosi con una posizione debitoria aperta per non aver provveduto a regolare il versamento dei contributi e dei premi assicurativi. È necessario, però, che l’entità dei crediti dell'impresa certificati verso la Pa sia almeno pari alle somme non versate dalla stessa impresa agli istituti previdenziali e assicurativi. In tal modo l’impresa riuscirà a ottenere la “regolarità” contributiva per poter continuare ad operare, anche se tutto ciò non la mette al riparo da eventuali misure sanzionatorie intraprese nei suoi confronti da parte degli istituti previdenziali/assicurativi né dall’eventuale adozione della misura di riscossione coattiva. Dunque, a parità di importi, il Durc potrà essere regolarmente rilasciato, mentre nel caso in cui i crediti risultino inferiore ai debiti contributivi maturati, il rilascio del Durc sarà con attestazione “di non regolarità”. La circolare ministeriale riporta, poi, le indicazioni operative per la dichiarazione della presenza di crediti certificati nei confronti della Pa da parte del soggetto interessato, distinguendo il caso in cui la richiesta del Durc avviene da parte dello stesso soggetto che poi se ne avvarrà, oppure, nel caso di richiesta d’ufficio. In questo secondo caso, l’azienda dovrà dichiarare l’esistenza del credito riportando tutti gli elementi utili alla sua identificazione: data rilascio certificazione, numero protocollo, importo credito e amministrazione che ha rilasciato la certificazione. Inoltre, l’azienda dovrà rilasciare anche un codice per permettere a chiunque ne abbia interesse di verificare l’esistenza della certificazione, tramite l'apposita piattaforma informatica. Infine, il Ministero specifica anche che la suddetta disciplina pur essendo considerata come una sorta di procedura speciale di rilascio del Durc non deroga alle regole ordinarie per cui la validità del Durc rilasciato in questo modo resta fissata a 120 giorni dalla data del rilascio. Il Durc così emesso dovrà contenere la dicitura “ex art. 13 bis, comma 5, D.L. n. 52/2012”. (Fonte AIDC)

19-10-2013 - Per godere dei benefici fiscali prima casa, è necessario il reale trasferimento. - La Corte di Cassazione si pronuncia in merito alla disciplina avente ad oggetto le agevolazioni fiscali per la prima casa. La Corte, infatti, con sentenza n. 22944 del 9 ottobre 2013, precisa che - ai fini del mantenimento dei benefici - non è sufficiente la dichiarazione di voler destinare l'immobile ad abitazione principale entro i termini prescritti dalla legge resa al momento dell'acquisto, ma è necessario il reale trasferimento nello stesso. Il fatto ha riguardato l'acquirente di un immobile che, al momento del rogito, aveva dichiarato che vi si sarebbe trasferito entro un anno. Ai fini della conservazione dei benefici fiscali, non è bastato l'aver effettuato l'allaccio delle varie utenze e l'Ufficio del registro lo ha dichiarato decaduto dagli stessi. Effettivamente, lo scopo dell'agevolazione è sostenere l'acquisto di un immobile che diventi, per il compratore, abitazione nel comune di residenza. (Fonte AIDC)

16-10-2013 - Approvata la "Legge di stabilità". - Non appena avremo finito di leggerlo, vi daremo come d'abitudine, un breve resoconto in attesa dell'approvazione (conversione) definitiva che avverrà entro il 31 dicembre prossimo. 

15-10-2013 - Alle Camere di commercio le istruzioni per gli agenti e rappresentanti inadempimenti. - Il Ministero dello Sviluppo economico, con la circolare n. 3662 del 10 ottobre 2013, detta le istruzioni alle Camere di commercio al fine di consentire a quest’ultime di uniformare il loro comportamento nei confronti di tutte quelle imprese che non hanno rispettato il termine perentorio del 30 settembre per aggiornare la loro posizione al Registro Imprese.  Si ricorda che il termine indicato è stato previsto da quattro decreti ministeriali del 26 ottobre 2011, che avevano imposto alle agenzie di commercio e di mediazione esistenti al 12 maggio 2012 di rispettarlo per aggiornare la loro posizione, dopo la soppressione dei rispettivi ruoli. Dato l’elevato numero di inadempienti, oltre che di ritardatari, e visto che la soluzione prospettata dalla normativa era quella di imporre alle Camere di commercio di bloccare la continuazione dell’attività per chi non avesse rispettato i termini indicati, con evidenti ripercussioni per gli operatori economici già gravati da una pensante situazione congiunturale, il Ministero è intervenuto nuovamente sull’argomento. Agli agenti di commercio e di mediazione che operano sia in forma individuale che societaria, che non hanno aggiornato la loro posizione al Registro delle imprese, pur risultando in attività al 12 maggio 2012, viene concesso un periodo di tempo supplementare (non inferiore a 30 giorni) per completare l’adempimento. Gli inadempienti/ritardatari potranno così fino al 30 ottobre 2013 regolarizzare la loro posizione pagando una sanzione di 10 euro per ogni legale rappresentate; la sanzione sale a 51,30 euro se la regolarizzazione avviene in data successiva. Per chi non adempie entro il termine indicato, si procederà con il divieto di prosecuzione dell’attività. Nel caso si accertasse che l’impresa continui ad esercitare nonostante il divieto impostole, scatteranno ulteriori sanzioni per l’esercizio abusivo dell’attività. (Fonte AIDC)

13-10-2013 - Per godere dei benefici fiscali prima casa, è necessario il reale trasferimento. - La Corte di Cassazione si pronuncia in merito alla disciplina avente ad oggetto le agevolazioni fiscali per la prima casa. La Corte, infatti, con sentenza n. 22944 del 9 ottobre 2013, precisa che - ai fini del mantenimento dei benefici - non è sufficiente la dichiarazione di voler destinare l'immobile ad abitazione principale entro i termini prescritti dalla legge resa al momento dell'acquisto, ma è necessario il reale trasferimento nello stesso. Il fatto ha riguardato l'acquirente di un immobile che, al momento del rogito, aveva dichiarato che vi si sarebbe trasferito entro un anno. Ai fini della conservazione dei benefici fiscali, non è bastato l'aver effettuato l'allaccio delle varie utenze e l'Ufficio del registro lo ha dichiarato decaduto dagli stessi. Effettivamente, lo scopo dell'agevolazione è sostenere l'acquisto di un immobile che diventi, per il compratore, abitazione nel comune di residenza. (Fonte AIDC)

11-01-2013 - Accertamento infondato se giustificato con prestazioni gratuite in favore di familiari e amici. - La Commissione tributaria provinciale di Cosenza, con sentenza n. 365/04/2013, ha accolto il ricorso presentato da un notaio contro l'avviso di accertamento a lui notificato in quanto la quantità dei compensi accertata per l'anno 2006 risultava inferiore al 40% dei compensi dichiarati. Il professionista aveva impugnato l'accertamento deducendone l'infondatezza e allegando, tra gli altri motivi, che nel corso di quell'anno aveva redatto 27 atti a titolo gratuito sulle 2005 fatture emesse. Secondo la Commissione provinciale, questa contestazione era fondata ed andava accolta, essendo plausibile che in relazione a 27 atti su 2005 il notaio avesse prestato la propria opera senza percepire alcun compenso per ragioni di amicizia, parentela ovvero convenienza. La presunzione secondo cui i professionisti non sono soliti prestare la proprio opera a titolo gratuito – si legge nel testo della decisione - “è compatibile con la possibilità che un numero esiguo di pratiche vengano trattate gratuitamente, come peraltro dedotto dall'ufficio nelle controdeduzioni”. In proposito, i giudici tributari hanno richiamato la conforme giurisprudenza di legittimità secondo cui “l'inderogabilità delle tariffe professionali non implica l'invalidità della rinuncia al compenso, quale che ne sia la ragione, costituendo la retribuzione un diritto patrimoniale disponibile”. (Fonte AIDC)

07-10-2013 - Possibile sanare un errore fiscale in sede di contenzioso. - Con la sentenza n. 22692, depositata il 4 ottobre 2013, la sezione tributaria civile della Corte di Cassazione accoglie il ricorso di un contribuente ed evidenzia la possibilità di correggere errori materiali e solo formali anche in sede contenziosa. Il caso riguarda un avviso di accertamento emesso per il recupero di un credito d'imposta che, per gli Uffici, non era dovuto. In sede di contenzioso, sia l'Agenzia che il contribuente riconoscono che si è trattato di un “mero errore materiale” dovuto all'utilizzazione nel modello F24 di un codice errato al posto di quello esatto. I giudici della Corte cassano la decisione della Commissione regionale, secondo la quale l'erronea indicazione del codice tributo poteva essere sanata solo attraverso il ricorso al ravvedimento operoso, e precisano che il contribuente, anche in sede contenziosa, può provvedere a rettificare errori materiali e solo formali, “in tal modo evitando la realizzazione di un prelievo fiscale indebito e più gravoso di quello previsto dalla legge, in contrasto con i principi costituzionali della capacità contributiva e della correttezza dell'azione amministrativa”, inducendo l'Agenzia a prendere atto dell'errore e ad annullare l'atto impugnato. (Fonte AIDC)

01-10-2013 - Aumento Iva. - Oggi l'aliquota Iva del 21% sale al 22%. Restano ferme le altre aliquote. Occorre fare attenzione ai riflessi che tale aumento avrà sulle fatture professionisti soggetti alla GS Inps, al contributo integrativo dei professionisti con "cassa" e a tutte le eccezioni che ricorrono: chiedete al vostro Commercialista.

23-09-2013 - Albo Revisori. - E' giunta la "proroga annunciata" Di seguito il comunicato apparso sul sito del MEF. "COMUNICATO – scadenza dei termini per la prima formazione del Registro dei revisori legali  Pervengono da parte degli utenti numerose richieste di informazioni in relazione all’approssimarsi del termine del 23 settembre 2013 per lo svolgimento degli adempimenti relativi alla prima formazione del Registro dei revisori legali. Al riguardo, come già segnalato nelle risposte alle domande più frequenti pubblicate sul sito internet della revisione legale (FAQ), si sottolinea che tutti i revisori iscritti nel precedente Registro dei revisori contabili sono già transitati di diritto nel nuovo Registro e non devono procedere né ad una nuova iscrizione, né al versamento di alcun contributo. Si ricorda inoltre che con la prima formazione del Registro, prevista dall’art. 17 del D.M. n. 145/2012, è richiesto al revisore legale ed alle società di revisione legale di aggiornare i propri dati anagrafici, laddove questi siano obsoleti o incompleti, di comunicare i dati relativi agli incarichi di revisione legale in essere e di esprimere l’eventuale opzione per l’elenco dei revisori attivi o la sezione dei revisori inattivi. Pertanto, come previsto dal comma 4 del predetto art. 17, in caso di mancata trasmissione delle informazioni di cui al comma 2, i revisori legali e le società di revisione legale sono comunque iscritti d'ufficio nell'elenco dei revisori attivi. È importante evidenziare che il termine stabilito in applicazione dell’art. 17 del D.M. n. 145/2012 (23 settembre) è diretto unicamente ad assicurare una ordinata organizzazione del Registro dei revisori legali nella sua fase di impianto, e che l’accreditamento e la comunicazione delle informazioni sono possibili anche oltre questa data, sia per i vecchi che per i nuovi iscritti. Sarà inoltre sempre possibile l’accesso all’area riservata ai fini del costante aggiornamento dei dati comunicati al Registro. Pertanto, qualora i revisori legali o le società di revisione legale iscritte al Registro abbiano riscontrato in fase di accreditamento problematiche di ordine tecnico, a fronte di temporanei malfunzionamenti o difficoltà di ricezione dei codici di accesso all’area riservata, potranno effettuare le previste comunicazioni anche dopo il 23 settembre, senza compromettere il proprio “status” di revisore regolarmente iscritto nel Registro nazionale. La necessità, inoltre, di procedere alla bonifica della banca dati, contenente numerosi codici fiscali o dati anagrafici errati, unitamente alla concentrazione di contatti e richieste da parte degli utenti a ridosso della scadenza del termine, hanno determinato un temporaneo congestionamento nell’accesso ai servizi, comunque in via di risoluzione. Di conseguenza, i ritardi nella procedura di acquisizione dei dati connessi con le predette criticità non determinano motivo per l’applicazione di eventuali sanzioni previste dal citato art. 17, comma 4, del DM 145/2012."

20-09-2013 - Bonus mobili. - Si potrà beneficiare del bonus mobili anche in caso di pagamento con bancomat o carta di credito. I chiarimenti giungono con la recente circolare Age la quale precisa fra l'altro che il le spese devono essere effettuate tra il 6 giugno al 31 dicembre 2013, devono riguardare mobili e grandi elettrodomestici in occasione di ristrutturazioni edilizie effettuate.  Non beneficiano del bonus i mobili usati, rientro invece le spese di trasporto e montaggio. Le fatture di acquisto vranno riportare chiaramente natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquistati.

14.09.2013 -  Società di capitali e conti correnti dei soci, il collegamento va provato. - Con la sentenza n. 76/65/2013, la Ctr della Lombardia, sezione di Brescia, annulla l'accertamento a carico di una società per azioni – ai fini delle imposte dirette e dell'Iva – che gli Uffici avevano fatto scaturire a seguito delle indagini bancarie eseguite sul conto di uno dei soci, dalle quali si faceva evincere che alcune movimentazioni non trovavano corrispondenza nella contabilità della società. I giudici della Ctr, che ribaltano la decisione della Commissione tributaria provinciale, nell'evidenziare la presunzione legale relativa, sottolineano che prima di tutto spetta all'Ufficio l'onere della prova che dimostri che i conti intestati a terzi siano riconducibili in tutto o in parte alla società. Sarà poi compito del contribuente produrre le prove che attestino la non corrispondenza delle operazioni bancarie con l'attività dell'impresa. Nel caso in esame, invece, dagli Uffici non è stato provato tale collegamento; inoltre, non è stato ritenuto sufficiente il fatto che ci fosse un rapporto tra il socio accertato e la società di capitali per fari sì che le movimentazioni bancarie del primo fossero riconducibili alla gestione contabile della seconda. (Fonte AIDC)

12.09.2013 - Durc valido fino a 120 giorni. - Dal 21 agosto Il Decreto del “Fare” ha operato rilevanti variazioni alla normativa relativa al Durc. Prima fra tutte l'estensione della validità del documento che passa da 90 a 120 giorni: la modifica ha effetto solo per i Durc rilasciati a decorrere dal 21 agosto 2013. Il medesimo documento, poi, mantiene la sua validità anche per le fasi che portano alla stipula; è però necessario acquisire nuovamente il Durc per il saldo finale. A chiarire l'applicazione delle nuove regole è giunta la circolare del ministero del Lavoro n. 36 del 6 settembre 2013. (Fonte AIDC)

09-09-2013 -  Le omissioni del sostituto non ricadono sul sostituito. - La Commissione tributaria provinciale di Macerata, con la sentenza n. 143/1/13 depositata il 3 luglio 2013, accoglie il ricorso del contribuente e stabilisce come questi, in caso di omissioni o irregolarità dei versamenti da parte del sostituto, non sia responsabile. I giudici della Ctp evidenziano, nella loro decisione, l'impossibilità di controllo da parte del sostituito sull'operato del sostituto e quanto disposto dall'art. 35 del DPR n. 602/1973, che individua una responsabilità solidale tra sostituito e sostituto limitatamente nella fase di riscossione del tributo per ritenute non versate. (Fonte AIDC).

04-08-2013 - Siamo in ferie. Ci rivediamo a settembre. Buon riposo a tutti! 

25-07-2013 - Proroga modelli 770. - Con un comunicato stampa di ieri, il MEF ha annunciato l'imminente pubblicazione di di un DPCM che disporrà la proroga del termine di presentazione dei modelli 770 al 20 settembre 2013.

20-07-2013 - Ditte individuali senza Pec: iscrizione respinta dopo 45 giorni. - Sulla base del principio per cui non vi può essere differenza nell'applicare le norme in materia di Pec tra società ed imprese individuali, Unioncamere, con nota del 2 luglio 2012 (ripresa dagli organi di stampa ma non disponibile in forma documentale), afferma che non si applicano le sanzioni, ex articolo 2630 del codice civile, alle imprese individuali che hanno omesso di comunicare entro il 30 giugno 2013 (slittato al 1° luglio) il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (Pec). Gli uffici del registro delle imprese, verificata tale mancanza, devono sospendere la domanda di iscrizione – se si tratta di nuova impresa – e la domanda di variazione – se trattasi di imprese già iscritte. Trascorsi 45 giorni, per le ditte individuali, senza che sia stata effettuata la dovuta comunicazione della Pec, la domanda di iscrizione si intende respinta, mentre le variazioni richieste si intendono come non comunicate. Ciò in ossequio a quanto stabilito dall'articolo 5, comma 2, del D.L. n. 179/2012, convertito in legge n. 212/2012. (Fonte AIDC)

15-07-2013 - Decreto del fare in pilloe (05 fine). - • Internet. D’ora in poi chi gestisce un servizio di accesso del pubblico alla rete non sarà più obbligato alla preventiva identificazione personale dei clienti. • Mediazione civile. Reintroduzione della mediazione obbligatoria per diverse tipologie di cause con esclusione delle controversie per danni da circolazione stradale. • PMI. Potenziato il Fondo Centrale di Garanzia per ampliare l’accesso al credito da parte di un numero maggiore di piccole e medie imprese. Il Fondo è stato rifinanziato per circa 50 miliardi. Previsto, inoltre, lo stanziamento di 5 miliardi per l’acquisto di nuovi macchinari (in pratica si tratterebbe di una sorta di riedizione della vecchia Legge Sabatini). •  Sanità - 1. “Finalmente” arriva il certificato medico di gravidanza. Esso dovrà essere inviato all'Inps, esclusivamente per via telematica, direttamente dal medico del Ssn (o con esso convenzionato). • Sanità - 2. Prevista la soppressione di alcune certificazioni sanitarie. Per i lavoratori soggetti a sorveglianza sanitaria sono abrogate le disposizioni concernenti l'obbligo dei certificati attestanti l'idoneità psico-fisica al lavoro in specifiche fattispecie. In particolare, la previsione riguarda: a) il certificato di sana e robusta costituzione richiesto dagli istituti scolastici; b) il certificato di idoneità per l'assunzione di bambini ed adolescenti; c) il certificato medico di sana costituzione fisica per l'esercizio personale della farmacia d) il certificato di sana e robusta costituzione per i dipendenti; e) il certificato di idoneità fisica per l'assunzione nel pubblico impiego; f) il certificato per esercitare l’attività di maestro di sci.

13.07.2013 - Decreto del fare in pillole (04). - • Responsabilità fiscale negli appalti. E’ stato modificato il comma 28 dell’art. 35 del DL n. 223/2006 con la conseguenza che in caso di contratto di appalto/subappalto, l’appaltatore è solidalmente responsabile con il subappaltatore solo per il versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto (e non più anche per l’iva).  • Tobin Tax. Prorogato di 3 mesi il versamento della tassa sulle transazioni finanziarie. • Università. Aumentato il limite delle assunzioni che potranno essere effettuate dal 1° gennaio 2014: dal 20% al 50% delle cessazioni intercorse. • Valutazione dei rischi. Introdotte modifiche al testo unico in materia di sicurezza sul lavoro  (D.Lgs. n. 81/2008): Vi invitiamo a prendere contatto con il Vostro consulente del lavoro per verificare se siete interessati a tali modifiche.

10-07-2013 - Decreto del fare in pillole (03). - • Credito d’imposta per il settore cinematografico. Viene prorogato al 2014 il credito d’imposta per il settore cinematografico. • Distribuzione dei carburanti. E’ stato previsto che il fondo istituito per l’opera di razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti possa essere utilizzato anche per l’erogazione di contributi per la chiusura e contestuale riconversione dei distributori ad impianti per la distribuzione di gas metano per autotrazione. •  Durc.  Il documento unico di regolarità contributiva sarà acquisito d'ufficio dagli E.E. preposti e la sua validità passerà da 90 a 180 giorni. • Efficienza Pubblica Amministrazione.  Previsto per le imprese un indennizzo di 30 euro al giorno, fino ad un massimo di 2 mila euro, in caso di inosservanza del termine di conclusione del procedimento, ciò su istanza della parte. • Equitalia. Divieto di pignoramento dell’unico immobile posseduto se esso costituisce abitazione principale (fanno eccezione gli immobili classificati nelle categorie catastali A/8 e A/9, ville e castelli). Prevista la possibilità di rateizzare i debiti tributari fino a 72 rate mensili e, se ne ricorrono i presupposti (peggioramento delle condizioni economiche del debitore), una ulteriore dilazione per altre 72 rate mensili. Attenzione: in entrambe le ipotesi di dilazione possono essere previste sino a 120 rate mensili se sussiste una “comprovata e grave situazione di difficoltà” che si verifica qualora ricorrano congiuntamente le seguenti due condizioni: a) accertata  impossibilità per il contribuente di assolvere il pagamento del credito tributario secondo un piano di rateazione ordinario; b) valutazione della solvibilità del contribuente in relazione al piano di rateazione concedibile. Non si decadrà più dal beneficio della rateizzazione al mancato pagamento di due rate consecutive, come precedentemente previsto, bensì solo in caso di omesso pagamento, nel periodo di rateazione, di 8 rate anche non consecutive.

08-07-2013 - Decreto del fare in pillole (02). - • Agenzie di viaggio. “Il Decreto Fare contiene una norma di interpretazione autentica relativamente alle attività di agenzie di viaggio, con particolare riguardo al comma 3 dell’art. 74-ter, DPR n. 633/72, in base al quale “non è ammessa in detrazione l’imposta relativa ai costi” sostenuti per le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate da terzi a diretto vantaggio dei viaggiatori. Secondo tale disposizione l’agenzia di viaggi che applica il regime dell’art. 74-ter, determinando l’IVA con il metodo c.d. “base da base”, non può detrarre l’IVA relativa agli acquisti.” • Giudici ausiliari. Allo scopo di agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e previdenza, si procederà alla nomina di giudici ausiliari nel numero massimo di quattrocento. La loro indennità, onnicomprensiva, da corrispondere ogni tre mesi, sarà di duecento euro per ogni provvedimento che definisce il processo. L'indennità annua totale non potrà superare la somma di ventimila euro e sulla stessa non saranno dovuti contributi previdenziali. • Infrastrutture. Per consentire, nell'anno 2013, la continuità dei cantieri in corso, ovvero il perfezionamento degli atti contrattuali finalizzati all'avvio dei lavori, è istituito nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un Fondo con una dotazione complessiva pari a 2.069 milioni di euro, di cui 335 milioni di euro per l'anno 2013, 405 milioni di euro per l'anno 2014, 652 milioni di euro per l'anno 2015, 535 milioni di euro per l'anno 2016 e 142 milioni di euro per l'anno 2017.

04-07-2013 - Decreto del fare in pillole (01). - • 770 mensile. L’obbligo di redazione ed invio del 770 mensile, che era stato rinviato ripetutamente senza mai entrare in vigore, è stato fortunatamente abolito. • Agenda digitale. Sono state introdotte misure per favorire la diffusione del domicilio digitale e la realizzazione del fascicolo sanitario elettronico.
• Barche. Abrogata la tassa che colpiva più le imprese ed i porti che i possessori di imbarcazioni fino a 14 metri; parimenti è stata dimezzata quella gravante sulle barche di lunghezza compresa tra 14,01 e 20 metri. • Cantieri temporanei e mobili. Con prossimi decreti, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e sentita la Conferenza permanente per i rapporti Stato-Regioni-Province autonome di Trento e di Bolzano, saranno individuati i modelli semplificati per la redazione: a) del P.o.s. (piano operativo sicurezza), b) del piano di sicurezza e di coordinamento, c) del fascicolo dell'opera contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione d) della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori. • Cittadinanza italiana. I comuni, tramite gli uffici di Stato Civile, dovranno comunicare, al compimento del diciottesimo anno di età dell'interessato, il diritto a richiedere la cittadinanza italiana. • Concordato in bianco.  E’ stata prevista la rivisitazione della normativa al fine di evitarne il ricorso con lo scopo di rinviare il momento della dichiarazione di fallimento. Sono state introdotte inoltre le seguenti novità: a) obbligo di allegare alla domanda di concordato preventivo l’elenco nominativo dei creditori con l’indicazione dell’ammontare dei rispettivi crediti; b) possibilità per il Tribunale di nominare il commissario giudiziale che vigili sull’operato del debitore già all’atto di emissione del decreto con cui assegna al debitore il termine per la presentazione della proposta, del piano e della documentazione; c) obbligo (e non più la facoltà) del Tribunale di disporre dell’informativa periodica finanziaria che deve essere predisposta dal debitore con cadenza almeno mensile; d) possibilità, per il Tribunale, di abbreviare il termine fissato per la presentazione della proposta e del piano da parte del debitore, qualora risulti che l’attività da questi compiuta “è manifestatamente inidonea alla predisposizione” di detti documenti.

27-06-2013 - Revisori legali: aperta la fase per l'invio di comunicazioni al Mef. - Partenza per la fase di prima formazione del registro dei revisori contabili. E' stata infatti pubblicata la determina del Ragioniere generale dello Stato del 21 giugno 2013, che fornisce indicazioni sulle modalità di trasmissione delle comunicazioni relative alla gestione del registro dei revisori legali mediante modalità telematiche, in attuazione dei regolamenti ministeriali (decreti nn. 144, 145 e 146 del 2012), previsti dal D.Lgs. n. 39/2010. La Ragioneria comunica che, per consentire l'invio delle informazioni necessarie per l’aggiornamento e l’integrazione del Registro, da eseguire con modalità telematiche, è stata istituita, nel “portale” dedicato alla revisione legale www.revisionelegale.mef.gov.it, un’apposita area riservata, a cui i singoli utenti possono accedere previo accreditamento personale. Il provvedimento dispone che tutte le istanze e le comunicazioni da effettuare nei confronti del Ministero dell’economia e delle finanze per le finalità di gestione del Registro dei revisori legali e del Registro del tirocinio, ossia l’iscrizione, le variazioni dei dati, le sospensioni, le cancellazioni, la comunicazione dei dati strumentali e la prima formazione del Registro dei revisori, nonché le richieste di attestati, sono eseguite tramite la compilazione dei moduli online. Rimane, però, l'uso della raccomandata con avviso di ricevimento per le istanze che prevedono l’assolvimento del bollo, in attesa dell’introduzione delle modalità e degli strumenti che consentano di gestirne il pagamento in modo virtuale o telematico; il mezzo della raccomandata va utilizzato anche dai tirocinanti già iscritti nel registro dei revisori contabili che non hanno ancora inviato l’indirizzo di posta elettronica certificata al Registro.Relativamente alla prima formazione del registro, tutti i soggetti iscritti, persone fisiche e società di revisione, alla data di emanazione della determina della Ragioneria del 21 giugno 2013, pubblicata il 25 giugno 2013, sono tenuti a comunicare: - persone fisiche: i dati anagrafici, i dati di indirizzo tra i quali quello dove il revisore svolge la propria attività, il recapito telefonico, la casella di posta elettronica, eventuali iscrizioni in albi o registri di revisori legali o di revisori dei conti in altri Stati membri dell’Unione europea o in Paesi terzi; - società di revisione: legale rappresentante, l’indirizzo della sede e di tutti gli uffici con rappresentanza stabile in Italia, i riferimenti per contattare la società, nome, cognome e numero di iscrizione nel Registro dei revisori legali dei soci o amministratori della società di revisione ed altri revisori legali che svolgono attività per conto della società. Si ricorda che tutti i revisori legali, precedentemente iscritti al Registro dei revisori contabili, sono stati collocati nell’elenco dei revisori attivi; coloro che intendono transitare nella sezione “inattivi”, devono esplicitamente indicare tale volontà. Un revisore che esprime l’opzione per l’iscrizione nella sezione “inattivi” non può avere in corso né comunicare al Registro lo svolgimento di incarichi di revisione legale. Entro il termine di 90 giorni dalla pubblicazione della determina, i soggetti sono tenuti a verificare ed aggiornare il proprio contenuto informativo, i relativi dati strumentali e manifestare la propria opzione per l’iscrizione nella sezione attivi/inattivi. (Fonte AIDC).

25-06-2013 - Al via la fase sperimentale per la trasmissione via Pec delle cartelle di pagamento. - Con comunicato stampa del 24 giugno 2013, emanato dal gruppo Equitalia, si rende noto che è in partenza, in via sperimentale in quattro Regioni pilota, la notifica delle cartelle di pagamento via PEC, che d'ora in poi arriveranno sul pc dei contribuenti. I primi a sperimentare il cambio di modalità della notifica delle cartelle di pagamento saranno le persone giuridiche, sia società di persone che di capitali, con sede in Molise, Toscana, Lombardia e Campania. Si tratta solo di una prima fase della sperimentazione, al termine della quale tutti i contribuenti saranno tenuti ad avere una casella di posta elettronica certificata, sulla quale riceveranno telematicamente le cartelle. Al momento, le imprese delle 4 Regioni interessate dovranno verificare l’operatività della propria casella di posta elettronica se non vogliono correre il rischio di non ricevere l’eventuale notifica e, nel caso non lo avessero già fatto, devono provvedere ad aprirla immediatamente. Si ricorda che il vincolo della Pec è stato disposto dal DL n. 185/2008, che ha appunto introdotto l’obbligo per le imprese e i professionisti di comunicare, entro il 30 giugno 2012, l'indirizzo di Pec al Registro imprese e agli ordini professionali. Grazie all’uso della posta certificata, i contribuenti potranno verificare in tempo reale i documenti inviati da Equitalia ed avere la certezza non solo del giorno di ricezione, ma anche dell’ora esatta della notifica. La notifica telematica dell’atto impositivo risponde all’esigenza di ridurre tempi e costi legati alla stampa e spedizione dei documenti, nell’ambito del programma di snellimento dei rapporti con la Pubblica amministrazione, previsti dalla spending review. (Fonte AIDC)

20-06-2013 -  Il via libera del CdM alle semplificazioni. - Il Consiglio dei Ministri, con il comunicato stampa n. 10 del 19 giugno 2013, rende conto di quanto contenuto nel Ddl semplificazioni approvato, ossia delle misure di semplificazione a costo zero per la sburocratizzazione dell’amministrazione, avviata con il decreto del “Fare”. Oltre all’ormai nota introduzione del Tutor per le imprese - una sorta di “guida” utile a informare le aziende su normative ad hoc che si possono applicare, su adempimenti necessari per l’esercizio dell’attività produttiva e sull’osservanza delle migliori prassi amministrative e delle disposizioni in materia di semplificazione - si segnalano interventi su: - lavori in casa, si rende più semplice la realizzazione di varianti ai permessi di costruire, che non costituiscono variazioni essenziali, assoggettandoli alla Scia; - successioni, con il tetto elevato a 75.000 euro per l’esonero dalla dichiarazione dei beneficiari se si tratta di coniuge o parenti in linea retta e se l’eredità non comprende immobili o diritti reali immobiliari;  - interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni per consentire lo scambio dei dati contenuti nelle diverse banche-dati; - rimborsi, comprensivi di interessi, da parte dei concessionari della riscossione, che vedono i classici 60 giorni solo se la richiesta viene dal contribuente, mentre l’attesa scende a 20 se il rimborso viene erogato su comunicazione dell'ufficio finanziario che lo dispone; - interessi, che diventano contestuali al rimborso dei crediti d’imposta e perdono l’adempimento della richiesta da parte dell’interessato; - spese di rappresentanza, con l'aumento del limite del valore unitario degli omaggi, per cui è ammessa la detrazione Iva, a 50 euro; - spese di vitto e alloggio dei professionisti sostenute direttamente dal committente, che non costituiranno compensi in natura per chi ne usufruisce. (FOnte AIDC)

18-06-2013 - Professionista. Nessuna verifica sui dati in caso di incarico generico di redazione del bilancio. - “L'incarico generico di predisporre lo schema di bilancio di una società, conferito a un commercialista, non comprende di per sé l'obbligo di controllare la corrispondenza alla realtà dei dati contabili forniti dagli amministratori”. Questo il principio sancito dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 15029 del 14 giugno 2014, nella quale viene affrontata la questione relativa alle prestazioni professionali rese da un dottore commercialista. I Supremi giudici, confermando il verdetto della Corte d’appello, stabiliscono che non ricade sul professionista incaricato di redigere il bilancio aziendale l’onere di verificare l’attendibilità dei dati contabili forniti dagli amministratori, dal momento che, secondo il Codice civile, gli unici enti incaricati di tale compito sono l’organo amministrativo e il collegio sindacale. Né tantomeno il commercialista può essere considerato responsabile dal punto di vista deontologico, avendo la stessa società imposto al professionista di consultare, in caso di dubbi, il Consiglio di amministrazione. Dunque, nessun obbligo di verifica ricade sul professionista che non è tenuto a risarcire gli eventuali danni dovuti ad irregolarità. (Fonte AIDC)

15-06-2013 - Slittano i versamenti di Unico e Irap 2013, interessati anche i nuovi minimi. - Il ministero dell'Economia, (comunicato stampa n. 94 del 13 giugno 2013), ha disposto il rinvio dei termini per i versamenti delle imposte dal 17 giugno all’8 luglio 2013 (senza maggiorazione) per coloro che sono interessati dagli studi di settore. Nel dettaglio il rinvio riguarda: - tutti i contribuenti (persone fisiche e non) che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi; - coloro che partecipano a società, associazioni o imprese, che operano in regime di trasparenza e i “nuovi minimi”; - i versamenti slittati anche la cedolare secca sugli affitti, l’Ivie e l’Ivafe. Ovviamente chi farà scivolare i pagamenti dal 9 luglio al 20 agosto, dovrà versare la solita maggiorazione dello 0,40%.

13-06-2013 -  La presunzione sui prelevamenti non giustificati al vaglio della Corte costituzionale. - La Commissione tributaria regionale del Lazio, con ordinanza n. 27/29/2013 depositata il 10 giugno 2013, ha rimesso alla Consulta la questione di legittimità relativa all'articolo 32, comma 1, n. 2, secondo periodo, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 600/1973, nella parte in cui prevede che i prelevamenti o gli importi riscossi nell'ambito dei rapporti od operazioni bancarie, debbano essere posti come ricavi o compensi a base delle rettifiche ed accertamenti, se il contribuente – titolare di redditi d'impresa o professionista - non ne indica il soggetto beneficiario e sempreché non risultino dalle scritture contabili. Secondo i giudici regionali, la presunzione contenuta nella disposizione censurata sarebbe di per sé “irrazionale” e contrasterebbe con l'articolo 24 della Costituzione sul diritto di difesa comportando che, da un lato, per giustificare il prelievo in contante dai conti correnti sarebbe sufficiente la semplice indicazione del nome del beneficiario, dall'altra, verrebbe imposto un obbligo probatorio aggiuntivo a carico del contribuente il quale dovrebbe precostituire la giustificazione dell'operazione bancaria da porre in essere. (Fonte AIDC)

07-06-2013 - In “Gazzetta Ufficiale” il Dl n. 63/2013. Il bonus risparmio energetico sale al 65%. - Il decreto legge n. 63 del 4 giugno 2013, rubricato “Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia per la definizione delle procedure d'infrazione avviate dalla Commissione europea, nonchè altre disposizioni in materia di coesione sociale”, è stato pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 130 del 5 giugno 2013. Il provvedimento - le cui disposizioni entrano in vigore direttamente da oggi, 6 giugno 2013 - è composto da 22 articoli, di cui 16 sono dedicati al recepimento della direttiva comunitaria 2010/31/Ue, andando a modificare alcune parti del Dlgs n. 192/2005 in materia di rendimento energetico in edilizia. Finalità del decreto è quella di promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici tenendo conto delle condizioni climatiche esterne e delle prescrizioni relative alle condizioni interne agli stessi; favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l'integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici e sostenere la diversificazione energetica. Il testo ufficiale del Dl n. 63/2013 non presenta significative modifiche rispetto a quello licenziato dal Consiglio dei Ministri venerdì 31 maggio: è stata, infatti, confermata la detrazione del 65% per interventi di riqualificazione energetica degli edifici e la proroga della detrazione del 50% per i lavori di ristrutturazione fino al 31 dicembre 2013. Nello specifico, i lavori eseguiti su unità immobiliari singole potranno godere della detrazione del 65% fino al 31 dicembre 2013, mentre per gli interventi più importanti realizzati sui condomini, il termine ultimo per usufruire dello sconto fiscale è stato fissato al 30 giugno 2014. Solo con riferimento alla data di avvio della detrazione, il decreto legge presenta una variazione rispetto alla bozza del CDM, che prevedeva l’avvio del bonus a partire dal 1° luglio 2013. La versione ufficiale, invece, ha anticipato l’agevolazione al giorno seguente la data di pubblicazione in “Gazzetta” per evitare il rischio di un blocco dei pagamenti alle imprese da parte di proprietari di immobili al fine di poter rientrare nel beneficio fiscale. (Fonte AIDC)

01-06-2013 - Forse la proroga per studi di settore e unico. - Forse la proroga ci sarà. Il Ministero ha preannunciato la prossima emanazione di un provvedimento. In pratica  la scadenza del 16 giugno prossimo dovrebbe scivolare all’8.7.2013 senza applicazione di interessi. Slitterebbe, invece, al 20.8.2013 (in considerazione del periodo feriale) il termine per il versamento con la maggiorazione dello 0,40%, a titolo di interesse corrispettivo. La proroga riguarderebbe esclusivamente le persone fisiche e i soggetti diversi dalle persone fisiche che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore.

31-05-2013 - Deducibilità canoni di leasing. Chiarimenti sulla nuova disciplina fiscale. - Con la circolare n. 17 del 29 maggio 2013, l’Agenzia delle entrate si pone l’obiettivo di sciogliere i dubbi sorti a seguito del recente rivisitazione della normativa in materia di deducibilità dei canoni di leasing. Il decreto Semplificazioni (DL n. 16/2012) applicato ai contratti di locazione finanziaria stipulati a partire dal 29 aprile 2012, ha apportato significative novità sia ai fini delle imposte dirette che di quelle indirette. Per quanto riguarda le imposte sul reddito, la novità più importante è stata l’abolizione della durata minima cui era vincolata la deducibilità dei canoni di leasing; dal punto di vista dell’Iva, invece, è stato esteso alla cessione del contratto di leasing il regime del margine. Soprattutto la modifica riguardante la deducibilità fiscale dei canoni di leasing, non più vincolata ad una durata minima contrattuale ma al periodo di ammortamento previsto per le specifiche tipologie di beni, potrebbe far sorgere un disallineamento tra conto economico e la base di riferimento fiscale. Si possono verificare, infatti, ipotesi diverse: il periodo di ammortamento fiscale può risultare più lungo della durata del contratto di leasing oppure il contrario. L’Agenzia, con la circolare in oggetto, specifica che i canoni non dedotti alla scadenza del contratto per effetto della diversa durata rispetto all'ammortamento fiscale possono essere scomputati ai fini fiscali in ogni periodo di imposta fino al completo ammontare. Nel caso di coincidenza dei periodi e cioè di non disallineamento, i canoni dovranno essere dedotti con lo stesso ritmo con cui sono imputati a conto economico, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 109, comma 4, del Tuir. Problemi maggiori sorgono, invece, nel caso in cui il leasing abbia una durata inferiore a quella minima. In tal caso, essendo i canoni deducibili per un periodo più lungo rispetto a quello di imputazione a conto economico, si dovrà procedere con una variazione in aumento del reddito in sede di dichiarazione dei redditi, verificandosi un disallineamento tra i valori civili e fiscali delle quote di competenza di ciascun esercizio. Per quanto rigurda la quota di interessi compresa nel canone, la circolare spiega che questa deve essere calcolata ripartendo in modo lineare l’ammontare complessivo degli interessi impliciti desunti dal contratto per la durata del leasing. Così, per determinare la quota di interessi passivi impliciti, occorre far riferimento alla durata fiscale e non all’eventuale diversa durata contrattuale.25-05-2013 - Studi di settore e Unico 2013, niente proroga. - Il Ministero dell'economia ha risposto ad una interrogazione parlamentare che chiedeva delucidazioni in merito alla eventualità di una proroga delle scadenze dichiarative affermando che, lo si esclude.

25-05-2013 - Probabile slittamento del 730 a Caf e professionisti. - Il congelamento dell'Imu e le difficoltà nel reperimento dei Cud, avrebbero costretto il Governo ad emettere un Dpcm di cui dà notizia la stampa, alla firma del presidente del Consiglio, con cui si darebbe risposta alla questione sollevata dai Caf in merito ai 730/2013, già presentati ma da rifare (circa 100mila). Si tratta dei modelli che contenevano la compensazione credito Irpef/Imu prima casa. Dunque, il termine di scadenza per la presentazione del modello 730/2013 ai Caf ed ai professionisti abilitati sarebbe spostato al 10 giugno 2013. La proroga influenzerebbe le altre date: - la consegna della copia della dichiarazione elaborata e del prospetto di liquidazione al contribuente entro il 24 giugno 2013; - la comunicazione del risultato finale delle dichiarazioni e la trasmissione telematica sarebbe fissata all'8 luglio 2013. Per chi ha presentato il modello 730 attraverso il sostituto d'imposta o l'ente previdenziale, l’unico percorso resta la presentazione del 730 integrativo, entro il 25 ottobre, e la richiesta di rimborso del credito. (Fonte AIDC)

20-05-2013 - Gerico conferma Unico 2013, a regime inapplicabilità studi per gli ex minimi. La non applicabilità dell’accertamento in base agli studi di settore relativamente ai soggetti usciti dal regime dei minimi o per l'anno di entrata in uno qualsiasi dei regimi Iva ordinari, inizialmente solo per il 2011, è entrata a regime (ex articolo 6, Dm 28 dicembre 2012). Ed è valida anche per cooperative a mutualità prevalente, soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali e chi esercita in maniera prevalente l'attività di affitto d'azienda, consorzio di garanzia collettiva fidi o bancoposta. Il codice 12 di Unico 2013, relativo all'inutilizzabilità, riporta “..in fase di accertamento, delle risultanze degli studi di settore per il periodo di imposta 2012”. Lo si apprende dalla bozza del Software di compilazione Studi di settore - Gerico 2013 Versione Beta - appena resa disponibile sul sito delle Entrate. Ma anche le istruzioni di Unico riportano la stabilizzazione dell’agevolazione. A tal proposito, si evidenzia che in Unico PF 2013 le istruzioni consentono di inserire il codice 12 anche nel quadro RE, quello professionale, non solo nei quadri dei “soggetti esercenti attività d'impresa”.

18-05-2013 - Debitori falliti: perdite su crediti deducibili dal periodo d’imposta di apertura della procedura concorsuale. - Dopo l’intervento normativo apportato con il Dl 83/2012 al tema della deducibilità delle perdite su crediti, si attendevano chiarimenti ufficiali da parte dell’Agenzia delle Entrate, che, invece, a distanza di quasi un anno ancora non sono arrivati. Con l’acuirsi della crisi economico-finanziaria, però, i dubbi interpretativi sull’argomento sono aumentati e vista anche la richiesta delle associazioni delle imprese e le banche di arrivare al più presto ad una riformulazione complessiva del tema, Assonime ha provveduto ad emanare la corposa circolare n. 15 del 13 maggio 2013. Nel documento si cerca di fare chiarezza su molti aspetti anche operativi della questione tenendo conto dell’avvicinarsi della stagione delle dichiarazioni dei redditi 2013. Al riguardo, infatti, il problema più urgente da risolvere era proprio quello relativo all’esercizio a partire dal quale si dovevano considerare operative le nuove regole. Assonime ritiene che i nuovi criteri di deducibilità siano da applicare a partire dall’esercizio d’imposta 2012, per cui sono da assolvere già in sede di compilazione del Modello Unico 2013, che appunto si riferisce ai redditi dell’anno precedente. Analogamente, viene posto l’accento sulla misura dei crediti di modesto valore che possono essere stralciati, passati sei mesi dalla loro scadenza. Anche in questo caso, Assonime fissa il limite per valori che non superano i 5mila euro; per dimezzarlo in caso di imprese di grandi dimensioni con 150milioni di ricavi. La circolare n. 15 si occupa, poi, di fornire spiegazioni dettagliate anche su altri aspetti della questione. In primo luogo, riguardo alle perdite su crediti verso debitori falliti si precisa che queste si possono dedurre già nel periodo d'imposta nel quale la procedura concorsuale viene aperta. L’Associazione inoltre condivide l’orientamento secondo cui è necessario tener conto di ogni componente di rettifica e non solo delle predite in quanto tali. Per quanto riguarda la “copertura” di tali perdite verso debitori assoggettati a procedure concorsuali, si specifica che occorre distinguere le imprese industriali da quelle bancarie, per le quali le perdite verso debitori soggetti a procedure concorsuali saranno deducibili solo se non sono già state effettuate svalutazioni. In questo modo, Assonime non condivide la tesi spesso usata dal Fisco, che riqualifica le svalutazioni integrali dei crediti come perdite su crediti, per poi arrivare al caso di considerarle indeducibili per mancanza di elementi certi e precisi. E’ proprio sui requisiti della certezza e della precisione che Assonime punta l’accento per sottolineare come su questi requisiti si basi la possibilità di dedurre una perdita su crediti. Certezza e precisione, dunque, vanno valutati con molta attenzione sia nel caso di prescrizione del credito che in quello di impresa che adotta i criteri contabili Ias. Nella circolare del 13 maggio, Assonime approfondisce tutte le implicazioni di queste due fattispecie. (Fonte AIDC)

15-05-2013 - L'accertamento e studi di settore. - La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11145 del 10 maggio 2013, ha sancito che l'accertamento in presenza di regolarità regolarmente tenuta è corretto. Da qui il principio che gli studi di settore sono idonei a sostenere l’accertamento induttivo anche in caso di contabilità tenuta regolarmente!

13-05-2013 - Ravvedimento valido anche se gli interessi pagati sono inferiori al dovuto. - La Commissione tributaria regionale della Lombardia, con la sentenza n. 40/45/2013, ha sancito-ribadito che in caso di errato conteggio degli interessi (ma corretto dell'imposta e delle sanzioni), tale fatto NOn può pregiudicare la validità del ravvedimento. Se si addivenisse alla conclusione di rendere nullo il ravvedimento, si andrebbe contro il principio di buona fede del contribuente.

11-05-2013 - Entrate, guida al 730/2013. - Con la circolare 14 del 9 maggio 2013, l’agenzia delle Entrate riepiloga, come di consueto, tappe e modalità dell’assistenza fiscale ai contribuenti che presentano il modello 730/2013 (redditi del 2012). Le indicazioni sono diversificate per sostituti d'imposta, Caf e intermediari abilitati, ossia consulenti del lavoro e commercialisti. Le scadenze del 2013 sono diverse a seconda dell’intenzione di av valersi di sostituti o Caf e intermediari. 730/2013 con i sostituti d’imposta: - entro il 16 maggio, il contribuente deve di presentare al proprio sostituto di imposta il 730/2013, debitamente compilato e sottoscritto; - entro il 14 giugno, il sostituto consegnerà al contribuente la copia della denuncia dei redditi elaborata ed il relativo prospetto di liquidazione (modello 730-3), sottoscritto anche attraverso sistemi di elaborazione automatica; - entro il 1° luglio, l’intermediario invierà i dati alle Entrate. 730/2013 con Caf e intermediari abilitati: - entro il 31 maggio, i contribuenti dovranno consegnare il 730/2013 al Caf o al professionista abilitato, presentando tutta la documentazione relativa per il visto di conformità; - entro il 17 giugno, il Caf o il professionista abilitato consegnerà al contribuente copia del modello elaborato ed il prospetto di liquidazione 730-3; - entro il 1° luglio, l’intermediario trasmetterà all’Agenzia i dati relativi alle dichiarazioni. I risultati contabili dei propri assistiti arriveranno a sostituti, Caf e intermadiari, online tramite il 730-4. A tal proposito, si ricorda che al verificarsi della variazione di uno qualunque dei dati già trasmessi con l’ultima comunicazione dell’indirizzo telematico per la ricezione del 730-4, inoltrata a partire dall’anno 2011, deve essere inviata comunicazione sostitutiva. Costituisce variazione anche il passaggio di utenza da Fisconline a Entratel (comunicazione sostitutiva). Si ricorda, infine, che i giustificativi degli oneri deducibili e delle detrazioni fruite dovranno essere conservati a cura del contribuente fino al 31 dicembre 2017.(Fonte AIDC)

10-05-2013 - Fisco. Chiariti gli ultimi dubbi sulle detrazioni da effettuare in dichiarazione dei redditi. - In vista della prossima scadenza per la presentazione dei modelli fiscali, l’Agenzia delle Entrate interviene a sciogliere gli ultimi dubbi ancora aperti. Lo fa con la circolare n. 13/E del 9 maggio 2013, che sotto forma di domande/risposte risolve alcune questioni interpretative, che spaziano dalle detrazioni alla cedolare secca, dall’Imu all’Ivie, dai redditi di lavoro dipendente e fondiari al contributo di solidarietà. Riguardo all’ampio capitolo delle detrazioni, sono stati chiariti alcuni importanti aspetti che riguardano sia le detrazioni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che per la riqualificazione energetica degli edifici, per la frequenza di corsi universitari e di asili nido. Per quanto riguarda i lavori di riqualificazione energetica degli edifici, la circolare precisa che per i lavori effettuati a cavallo del 2012 e del 2013, la trasmissione dei documenti andrà effettuata nei 90 giorni dalla data di fine lavori. Tale data non deve necessariamente cadere entro il 30 giugno 2013, giorno entro cui le spese devono essere sostenute per dar diritto al bonus del 55%. Quindi, chi deve sanare la propria posizione potrà farlo entro la scadenza per la presentazione della prima dichiarazione dei redditi utile: entro cioè il 30 settembre dell'anno successivo a quello di riferimento. Per le spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie su uno stesso immobile, è data la facoltà di scegliere quali bonifici dell’anno 2012 possono essere portati in detrazione, magari tralasciando quelli sostenuti prima del 26 giugno 2012 (cambio del regime tributario ad opera del Dl n. 83/2012) a cui si poteva applicare la vecchia detrazione del 36%, preferendo quelli pagati dopo tale data, su cui si applica l’aliquota del 55%. Ciò vuol dire che se sullo stesso immobile un contribuente ha sostenuto spese per interventi di recupero edilizio per 48mila euro entro il 25 giugno 2012 e poi dal 26 giugno a fine 2012 ha superato la cifra di 96mila euro sempre per interventi agevolati, può decidere di detrarre le spese partendo “dalla fine”, fruendo dello sconto fiscale del 55% fino al tetto di spesa più ampio dei 96mila euro invece che dei 48 mila. In caso di decesso del conduttore che ha ristrutturato l’immobile ricevuto in locazione, colui che subentra nell’intestazione del contratto può detrarre le rate residue (detrazione Irpef 36/55%) solo se è erede del conduttore e subentra nella titolarità del contratto di locazione conservando “la detenzione materiale e diretta del bene”. Inoltre, la circolare 13/E ricorda che se il contribuente ha sostenuto costi di ristrutturazione edilizia superiori ai 51.645,69 euro non è più tenuto all’adempimento della comunicazione di fine lavori per poter fruire del bonus ristrutturazioni. Tale adempimento è stato definitivamente superato e, dunque, il documento non dovrà più essere conservato ed esibito in caso di controlli da parte del Fisco. (Fonte AIDC)

06-05-2013 - Prorogata iscrizione Registro imprese e REA al 30 settembre 2013. - Il Decreto 23 aprile 2013 a firma del Ministro dello Sviluppo economico - pubblicato il 24 aprile sul sito ministeriale e in corso di pubblicazione sulla “Gazzetta Ufficiale” - proroga al 30 settembre 2013 i termini per i mediatori marittimi, agenti e rappresentanti di commercio, spedizionieri e mediatori commerciali per gli adempimenti previsti dagli articoli 10 e 11 dei decreti ministeriali del 26 ottobre 2011, che disciplinano le modalità di iscrizione al Registro delle Imprese e al repertorio economico amministrativo REA. “Tenuto conto della coincidenza di detti adempimenti con altre incombenze a carico delle imprese nel medesimo periodo”, il Ministero ha deciso di posticipare il termine inizialmente fissato al 12 maggio 2013 e spostarlo così definitivamente alla fine di settembre prossimo. (Fonte AIDC)

04-05-2013 - Detrazione del 55%, l’Enea allunga i termini di presentazione della domanda fino a settembre 2013 . - Coloro che hanno realizzato interventi di riqualificazione energetica nel 2012, ultimandoli entro il 31 dicembre, ma non hanno trasmesso la richiesta di detrazione all'Enea entro tre mesi dalla fine dei lavori, possono ancora usufruire della detrazione fiscale del 55%, a condizione che la scadenza dei 90 giorni “utili” dal termine dei lavori per inviare o far inviare telematicamente all’Enea copia dell’attestato di certificazione o di riqualificazione energetica sia avvenuta dopo il 30 settembre 2012. Tale precisazione è stata resa dalla stessa Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile con la risposta alla Faq n. 70 del 21 febbraio 2013. In tale sede, l'Agenzia nazionale ribadisce che per potere beneficiare del bonus per la riqualificazione energetica per interventi ultimati nel 2012 per i quali non è stata trasmessa la documentazione necessaria ad usufruire delle detrazioni, sempre che non vi siano state violazioni o siano iniziate verifiche o accertamenti, è necessario che: l’autore dell’intervento possieda i requisiti sostanziali richiesti dalla norma, effettui la comunicazione o esegua l'adempimento richiesto entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile, versi contestualmente l'importo pari alla misura minima della sanzione prevista per l'inadempimento. Se queste tre condizioni risultano soddisfatte, il contribuente non perde il diritto a fruire la detrazione fiscale del 55%, a patto che invii la documentazione all'Enea entro il 30 settembre dell'anno successivo a quello in cui si è concluso il lavoro. In questo caso la data utile è il 30 settembre 2013 per i lavori ultimati nel 2012. Per quanto riguarda il pagamento delle sanzioni, l’Enea invita i contribuenti a rivolgersi all’Agenzia delle Entrate. (Fonte AIDC)

01 maggio 2013 -  Proroga del 730/2013. - Il termine per la presentazione del modello 730 al sotituto di imposta è stato prorogato al 16 maggio 2013. Le motivazioni risiedono nei ritardi verificatisi nella consegna dei modelli Cud 2013. Preciso che nessuna proroga (con scadenza che resta al 31 maggio 2013) per chi presenta il modello 730 tramite un Caf o un intermediario abilitato.

16-04-2013 - Rinviato lo spesometro. - Con comunicato stampa, ieri l'Age ha rinviato la scadenza di fine mese dello spesometro. Ora attendiamo di sapere quale sarà quella nuova. Si spera non durante i prossimi adempimenti dichiarativi.

14-04-2013 - Sì alla detrazione Irpef maggiorata al 50% per gli impianti fotovoltaici realizzati entro giugno 2013. - Nell’ambito della propria attività di consulenza giuridica, l’Agenzia delle Entrate ha offerto un importante chiarimento riguardante l’applicazione della detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Tuir alle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. Nello specifico, con la risoluzione n. 22/E del 2 aprile 2013, l’Agenzia sostiene che l’installazione di un impianto fotovoltaico diretto alla produzione di energia elettrica può beneficiare della detrazione Irpef per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici a condizione che lo stesso impianto soddisfi i bisogni energetici dell’abitazione e, dunque, sia posto direttamente al servizio dell’abitazione dell’utente. Viceversa, devono ritenersi esclusi da tali benefici fiscali quegli impianti la cui cessione di energia prodotta in eccesso configura un'attività commerciale. Ai sensi di quanto previsto prima dal Dl 201/2011, che ha introdotto la detrazione del 36% per le spese relative a interventi di recupero edilizio e di riqualificazione energetica, e poi dal Dl 83/2012, che ha previsto che alle spese sostenute entro il 30 giugno 2013 spetti una detrazione maggiore pari al 50%, anziché al 36%, fino ad un ammontare complessivo di costi sostenuti non superiore a 96mila euro dai precedenti 48mila, dunque, le spese di acquisto e di realizzazione di un impianto fotovoltaico diretto alla produzione di energia elettrica sono detraibili ai sensi dell’articolo 16-bis, comma 1, lettera h) del Tuir. Per poter usufruire del beneficio fiscale il contribuente dovrà, però, conservare la documentazione attestante l'acquisto e l'installazione dell'impianto fotovoltaico, mentre non sarà necessario provare l'entità del risparmio energetico conseguito. Infine, nel documento di prassi in oggetto, l’Agenzia ribadisce anche che tale detrazione risulta cumulabile con il meccanismo dello scambio sul posto, ma non con la tariffa incentivante. Si è arrivati a tale conclusione sulla base del fatto che l’articolo 12 del DM 5 luglio 2012 prevede esplicitamente il divieto di cumulo della tariffa incentivante con altre misure agevolative, ma nulla dispone riguardo l’incompatibilità tra queste e lo scambio sul posto. (Fonte AIDC)

11-04-2013 - Studi di settore 2013. - L'Age ha pubblicato le bozze dei modelli relativi agli studi di settore 2013, ora mancano solo i programmi con i quali si potranno capire quanto pesano i correttivi anticrisi.

10-04-2013 - Circolare Inps n. 49 del 29 marzo 2013. - L'Inps con circolare n. 49 del 29 marzo 2013, ha diramato importanti precisazioni in materia di lavoro occasionale accessorio (la precisazione sul limite economico per l'uso dei voucher). Il documento dell'Inps, ricorda inoltre che, il limite economico va riferito al prestatore e non più al committente, afferma che gli importi devono intendersi, per il prestatore, netti. Ne consegue che: - il tetto dei 5.000 euro nel corso di un anno solare, con riferimento alla totalità dei committenti, per il prestatore va letto come pari a 6.666 euro lordi; - il tetto dei 2.000 euro per prestazioni svolte a favore di imprenditori commerciali o professionisti, con riferimento a ciascun committente, per il prestatore è pari a 2.666 euro lordi;  - il tetto dei 3.000 euro per anno solare per i prestatori percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito che, per l’anno 2013, possono effettuare lavoro accessorio in tutti i settori produttivi compresi gli enti locali, per il prestatore corrisponde a 4000 euro lordi. Permettete a chi scrive di continuare a non fidarsi. L'attività ispettiva è lasciata troppo alla discrezionalità del funzionario. E neanche la suggerita autocertificazione del prestatore che dovrebbe evitare l'applicazione delle sanzioni fissate, pare così solida da resistere ad ulteriori presunzioni.

05-04-2013 - Via libera ai correttivi per gli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2012. - Dal momento dell’entrata in vigore del meccanismo dei correttivi degli studi di settore – anno 2009 con riferimento al periodo d’imposta 2008 – il 2012 è da considerare sicuramente l’anno peggiore. Le pesanti variazioni al negativo registrate a partire dal settore delle costruzioni (-12,8%) per poi toccare tutti gli altri comparti, dall’alimentare e manifatturiero (-6,1%) ai servizi (-3,9%), hanno accelerato la necessità di predisporre i correttivi anticrisi per gli studi di settore predisposti dal Sose (Società per gli studi di settore). Il via libera è arrivato dalla Commissione degli esperti in data 4 aprile 2013, con il parere favorevole alla predisposizione dei correttivi per gli studi di settore applicabili al periodo d’imposta 2012. Lo si apprende da un comunicato stampa del 4 aprile 2013 dell'Agenzia delle Entrate. Le rettifiche congiunturali di cui si dovrà tener conto dovranno essere recepite in un decreto ministeriale da pubblicarsi in “Gazzetta Ufficiale”. Rispetto agli anni precedenti, l’impianto complessivo dei correttivi rimane sostanzialmente invariato: solo le variazioni dei parametri saranno differenti per tener conto della forte contrazione dei fatturati che si è registrata nella maggior parte dei comparti e i cui dati sono stari raccolti dalla Commissione degli esperti non solo tramite le informazioni fornite dalle associazioni nazionali di categoria, da Bankitalia e dall’Istat, ma anche dai dati estrapolati dalle comunicazioni annuali Iva relative al periodo d’imposta 2012. I correttivi congiunturali per il 2013, anno d’imposta 2012, dovranno dunque tener conto della pesante fase di recessione attraversata dall’economia italiana al fine di mitigare la fotografia della realtà economica su cui saranno fissati i livelli delle tasse da pagare e gli accertamenti da effettuare. Dalle prime valutazioni eseguite emerge un quadro generale non molto rassicurante: in molti comparti si è tornati indietro ai valori del 2009 e anche le anticipazioni per il 2013 non lasciano ben sperare. A questo punto, le associazioni di categoria auspicano una celere messa a punto dei prossimi passaggi, in modo tale che venga rispettata la data del 20 maggio 2013. Il Presidente di Sose, Giampiero Brunello ha, infatti, preso con le categorie l’impegno di rendere disponibile per tale data il software Gerico, al fine di consentire il pieno rispetto dei tempi sia per quanto riguarda la stagione delle dichiarazioni 2013 che degli stessi studi di settore. (Fonte AIDC)

04-04-2013 Irap. - l'Age ha pubblicto la circolare n. 8, del 3 aprile 2013, con la quale ha fornito i chiarimenti necessari alla corretta deduzione analitica dell'Irap per le spese sostenute per il personale dipendente dalla base imponibile Irpef e Ires. La circolare affronta anche le modalità di presentazione delle istanze di rimborso per le annualità pregresse. Vale la pena di ricordare che rientrano nel costo del personale, oltre ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, anche le indennità di trasferta, gli incentivi all'esodo, gli accantonamenti per il trattamento di fine rapporto o per altre erogazioni relative al rapporto di lavoro dipendente da effettuarsi negli esercizi successivi. Inoltre, che la deduzione forfetaria del 10% è riconosciuta a condizione che si siano sostenuti interessi passivi e oneri assimilati. Ovviamente la deduzione non può mai superare il 100% dell'Irap pagata nell'esercizio.

26-03-2013 - Rinviata al 15 ottobre la comunicazione dei beni in uso ai soci. - Il termine per la comunicazione all'Anagrafe tributaria dei dati relativi ai beni d’impresa concessi in godimento a soci o familiari ha ottenuto la proroga lunga. Su richiesta delle associazioni di categoria interessate, Attilio Befera, con provvedimento n. 2013/37550 del 25 marzo, ha ulteriormente rinviato al 15 ottobre 2013 il termine già slittato al 31 marzo 2013 (dal 31 marzo 2012) a mezzo del precedente provvedimento agenziale del 16 novembre 2011 (punto 3.5). Dunque, si ha ora più tempo per comunicare i dati relativi ai beni dell’impresa come, per esempio, autovetture, altri veicoli, unità da diporto, aeromobili e immobili concessi in godimento a soci o familiari, scongiurando il rischio di uno slittamento breve che sarebbe andato a coincidere con la stagione delle dichiarazioni fiscali 2013. Il nuovo termine per la trasmissione dell'elenco di tutti i beni affidati in godimento a soci e familiari sia per l'anno d’imposta 2011 (prima applicazione della norma) che per l’anno d’imposta 2012, è fissato così per il 15 ottobre 2013. Nelle motivazioni del provvedimento si legge che “il rinvio è motivato dall'esigenza di valutazione da parte dell'Agenzia delle proposte di semplificazione avanzate dalle associazioni di categoria che riguardano la tipologia delle informazioni da comunicare e le relative modalità di trasmissione”. (Fonte AIDC)

25-03-2013 - Obbligo assicurativo per le false partite Iva trasformate in collaborazioni a progetto. - L’Inail, con la circolare 15 del 20 marzo 2013, interviene a chiarire gli effetti in ambito assicurativo delle nuove misure sulle false partite Iva, ex riforma del lavoro (L 92/2012) del ministro Fornero. Seguono le nuove regole i contratti stipulati dopo il 18 luglio 2012 (entrata in vigore della riforma); per i rapporti in essere alla data citata le nuove regole entreranno in vigore solo dal 18 luglio 2013.  La disposizione prevede, in sintesi, che se la prestazione resa da un titolare di partita Iva per conto di un committente non è riconducibile a un incarico di lavoro autonomo occasionale, il contratto si trasforma in: * collaborazione coordinata e continuativa a progetto, quando sia presente un progetto; * rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con decorrenza dalla data di costituzione del rapporto, se il progetto non è presente. Si ricorda che la presunzione è relativa, pertanto il committente può dimostrare la genuinità del rapporto di lavoro autonomo. Nella circolare si indica che: * per le prestazioni autonome convertite in co.co.pro. l’obbligo assicurativo è assolto secondo le condizioni previste per i lavoratori parasubordinati, ossia se sussistono i requisiti oggettivi e soggettivi per l'applicazione dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro; * il calcolo del premio assicurativo è lo stesso di quello per i lavoratori parasubordinati. Dunque, il premio assicurativo dovuto (un terzo a carico del lavoratore e due terzi a carico del committente) è calcolato in base al tasso applicabile all’attività svolta, sull’ammontare delle somme effettivamente erogate al collaboratore, nel rispetto dei limiti minimo e massimo previsti per il pagamento delle rendite erogate dall’Inail. (Fonte AIDC)

24-03-2013 - I soggetti abilitati alla trasmissione delle dichiarazioni e CUD. - L'Inps, con il messaggio n. 4909, del 21 marzo 2013, ha proceduto ad elencare i soggetti incaricati della trasmissione delle dichiarazioni dei redditi abilitati al rilascio del Cud. Essi sono: * gli iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei periti commercialisti e dei consulenti del lavoro; * i soggetti iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la subcategoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria; * le associazioni sindacali di categoria tra imprenditori indicate nell'articolo 32, comma 1, lettere a), b) e c); del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (d), nonché quelle che associano soggetti appartenenti a minoranze etnico-linguistiche;  * i centri autorizzati di assistenza fiscale per le imprese e per i lavoratori dipendenti e pensionati; * gli altri incaricati individuati con decreto del Ministro delle finanze. Ovviamente il CUD può essere rilasciato solo "su richiesta dell'interessato e dietro rilascio di apposito mandato, che il soggetto abilitato dovrà conservare unitamente ad una copia del documento di identità dello stesso per poterli esibire a richiesta dell'Istituto. "

22-03-2013 - Sui redditi fondiari degli immobili sfitti non IRPEF ma IMU, in virtù della sua funzione di tassa sostitutiva. - Una circolare dell’Amministrazione finanziaria, la n. 5 dell’11 marzo 2013, porta precisazioni sull’Imu, titolando: “Rapporti tra l’IMU e le imposte sui redditi – Chiarimenti”. Chiarimenti che, principalmente, interessano gli effetti sostitutivi dell’Irpef, per gli anni dal 2012 al 2014. L’Imposta municipale propria - stabilisce l’articolo 8, comma 1, del Decreto legislativo n. 23/2011 - “sostituisce, per la componente immobiliare, l'imposta sul reddito delle persone fisiche e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati …”. La novità non solo cancella l’Irpef sui redditi fondiari dei beni - immobili e terreni - non affittati o non locati, comporta anche l’abbassamento del reddito imponibile Irpef, uscendo dal computo la componente immobiliare prodotta dal bene. (Fonte AIDC)

18-03-2013 - Responsabilità del professionista. - Se è una società di capitali o, in linea generale, un ente avente personalità giuridica a compiere una violazione legale, la persona fisica del professionista che presta la propria consulenza non può essere l’oggetto di sanzioni amministrative e tributarie, soprattutto nel caso in cui venga provato che quest’ultimo non ha tratto alcun beneficio economico dall’azione messa in atto dalla società, essendo tale beneficio ascrivibile alla sola impresa. Questa importante conclusione a favore dei professionisti che svolgono consulenza aziendale è stata resa dalla Ctr Bologna, sezione 9, con le sentenze nn. 4, 5, 6 e 7, depositate in data 23 gennaio 2013, con cui è stata esaminata in sede di appello l’applicabilità del principio di cui all’articolo 7 del Decreto legge n. 269/2003. Si ricorda che tale disposizione ha modificato il rigido criterio del precedente articolo 9 del Dlgs n. 472/1997 che, nel caso di concorso di più persone alla violazione, se questa consiste nell’omissione di un comportamento in cui sono obbligati in solido più soggetti, prevedeva che venisse irrogata una sola sanzione in capo ad uno solo dei responsabili, salvo il diritto di regresso. Il successivo decreto legge del 2003, all’articolo 7, ha invece prescritto la citata disposizione sancendo che “le sanzioni amministrative relative al rapporto fiscale proprio di società o enti con personalità giuridica sono esclusivamente a carico della persona giuridica”. Sulla base di ciò ha trovato fondamento la decisione finale della Ctr Bologna, che ha ribadito come in base a quanto disposto dall’articolo 7 del Dl del 2003, le sanzioni amministrative relative al rapporto fiscale proprio di società con personalità giuridica ricadono esclusivamente sulla società stessa, con l’esclusione del concorso di tutte le persone fisiche. Ciò vale anche nei confronti di professionisti (anche consulenti che sono esterni all'azienda), che svolgono attività di consulenza, soprattutto se è dimostrata la loro estraneità al raggiungimento di specifici benefici. (Fonte AIDC)

16-03-2013 - Cassa in rosso ed accertamento. - Si procede all'accertamento se la cassa è in negativo L'ordinanza della Corte di Cassazione n. 4713, depositata il 25 febbraio 2013, evidenzia come è legittimo l'accertamento in caso di chiusura di una cassa in negativo, determinandosi una presunzione di maggiori ricavi non contabilizzati. I giudici specificano che una cassa in rosso rappresenta un'anomalia, dovuta anche ad una probabile omessa contabilizzazione di un'equivalente al disavanzo. Spetta quindi al contribuente dimostrare le motivazioni per cui l'errore si è verificato, che potrebbe essere dovuto, ad esempio, alla mancata rilevazione contabile di versamenti.L'ordinanza cassa con rinvio una sentenza della Ctr di Firenze, che aveva ritenuto insufficiente la cassa in negativo per giustificare la pretesa del Fisco. (Fonte AIDC)

14-03-2013 - Aidc Milano, illegittima la solidarietà fiscale negli appalti. - Anche per l’Aidc Milano, come per Confindustria, la disciplina sulla solidarietà fiscale negli appalti dell'art. 13-ter, del Dl 83/2012 è illegittima. Si sottolinea, in un documento appena redatto, che la sanzione per mancata dimostrazione di aver vigilato - che può arrivare a 200 mila euro - è contraria al principio di proporzionalità. Anche il blocco dei pagamenti crea un danno all'appaltatore eccessivo rispetto all'obiettivo anti-frode, anche in considerazione della eventualità che la frode si riveli inesistente. Ma la questione nodale è il gravame per il committente e/o l’appaltatore della verifica del corretto adempimento degli obblighi fiscali dei partecipanti all'appalto. In merito, si evidenzia che la sfera interessata è quella delle attività rilevanti ai fini Iva, sono esclusi gli appalti pubblici. Pertanto, il committente/appaltatore dovrà immergersi nella verifica complessa della documentazione fiscale del subappaltore (le somme potrebbero essere state oggetto di compensazione), a meno di una autocertificazione dello stesso o dell'asseverazione di professionisti abilitati, anche se non ha sospetti di frode fiscale per mancato versamento di tributi. Ciò viola sia il principio della proporzionalità che il principio di certezza del diritto, che con il legittimo affidamento, costituiscono obblighi delle discipline degli stati europei. Anche il legittimo affidamento è leso, poiché il committente/appaltatore già riceve l’attestazione di una pubblica amministrazione sulla regolarità contributiva dell’appaltatore/subappaltatore. (Fonte AIDC)

12-03-2013 - Comunicazione dei beni ai soci. - Subirà probabilmente uno slittamento (e si spera non solo quello) il termine per l'invio della comunicazione dei beni dati in godimento ai soci. L'ingorgo di scadenze e la mancanza di certezze normative potrebbero indurre l'Age ad accettare la proposta dell'ODCEC di rinviare almeno al 30 settembre prossimo la scadenza.

04-03-2013 - Appalti. - L'Age ha pubblicato la circolare n. 2 del 01 marzo 2013 con la quale rilascia nuove indicazioni in materia di responsabilità solidale negli appalti.

02-03-2013 - Modello CUD in via telematica: possibili canali alternativi. - Secondo quanto previsto dalla legge di Stabilità 2013, da quest’anno la certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente, pensione e assimilati (CUD 2013) dovrà essere consegnata – sempre entro il termine fissato del 28 febbraio dell’anno d’imposta successivo a quello cui i redditi si riferiscono – non più in formato cartaceo, bensì in modalità telematica. La suddetta certificazione, infatti, sarà resa disponibile entro il mese di febbraio, nella sezione Servizi al cittadino del sito istituzionale dell’Inps e potrà essere visualizzata e stampata dall’utente, previa identificazione tramite PIN. I cittadini in possesso di indirizzo Pec, noto all’Inps, potranno vedersi recapitato il modello CUD anche al loro indirizzo di posta elettronica certificata, mentre coloro che hanno specificato un indirizzo di posta elettronica ordinaria (non certificata) all’atto della richiesta del PIN, saranno informati via mail della disponibilità del CUD sul sito dell’Istituto. La legge di Stabilità contempla, però, anche la possibilità per i cittadini di richiedere la trasmissione del CUD in formato cartaceo, per agevolare quanti non utilizzano il mezzo internet, senza però nuovi oneri aggiuntivi per la finanza pubblica. Sono stati così previsti alcuni canali di accesso alternativi, tramite i quali richiedere ed ottenere in tempo reale la consegna del Modello. Si tratta degli uffici territoriali dell'Inps, che devono avere a disposizione almeno uno sportello veloce dedicato al rilascio cartaceo, oppure presso le stesse strutture sono messe a disposizioni dell’utenza postazioni informatiche selfservice con accesso tramite Pin. Analogamente, i pensionati possono ricorrere ai CAF e richiedere una copia della certificazione unica, allegando copia del documento di identità, o, ancora, ci si può rivolgere agli uffici postali aderenti a Reti Amiche e chiedere una copia del CUD dietro un corrispettivo a carico dell’utente pari a 2,70 euro più IVA. Sono, infine, previste altre due alternative riservate a favore di alcune categorie di utenti particolarmente disagiati: la prima è lo Sportello mobile per utenti ultraottantacinquenni e pensionati residenti all’estero, l’altra, è la possibilità di richiesta di spedizione postale a domicilio che è prevista dall’Istituto esclusivamente nei casi di dichiarata impossibilità di accedere al CUD per le altre vie disponibili. Queste alcune delle principali informazioni rese dall’Inps con la circolare n. 32/2013 del 26 febbraio che, alla vigilia della scadenza fissata per il giorno 28, l'Istituto ha fornito per soddisfare le richieste avanzate da molti pensionati. (Fonte AIDC)

01-03-2013 -  La cartella esattoriale deve contenere tutte le informazioni. Anche i documenti notificati da Equitalia devono rispettare le norme sulla trasparenza del procedimento amministrativo, così come previste dalla legge n. 241/1990. E' ritenuta invalida quindi dalla Corte di Cassazione – sentenza n. 4777 del 26 febbraio 2013 – l'iscrizione di ipoteca non contenente l'indicazione del termine e le modalità per impugnare il provvedimento.  L'esecutato deve essere messo in condizione di poter far valere le proprie motivazioni, in considerazione anche delle misure previste per la tutela dei crediti tributari: l'osservanza delle procedure stabilite nonché degli adempimenti di carattere generale aventi la finalità di agevolare il destinatario dell'atto non devono essere tralasciate dall'Amministrazione. (Fonte AIDC)

29-02-2013 - Istanze di rimborso Irap. - Il 14 marzo prossimo (per chi è in Lombardia) scade il termine per presentare l'istanza di rimborso Irap per i periodi 2007-2011. Onde valutare rapidamente l'opportunità di effettuare i calcoli (lunghi e complicati) suggerisco di sommare gli stipendi corrisposti nel quinquennio e moltiplicarli pe lo 0,6%. Otterrete in maniera prossima al reale l'importo da ottenere a rimborso. Ovviamente poi molto lo fa l'aliquota irpef (nel caso di persone fisiche).

27-02-2013 - Dlgs. 231/2001. (01) - Società responsabile per corruzione anche senza un concreto vantaggio. La Corte di cassazione, con sentenza n. 9097 del 25 febbraio 2013, si è pronunciata relativamente ad una vicenda in cui i vertici di una società raggiunta da accertamento fiscale avevano tentato di corrompere alcuni funzionari dell’agenzia delle Entrate al fine di raggiungere una conciliazione giudiziale che fosse favorevole alla contribuente. La società era stata sanzionata dalla Corte d'appello di Milano con l’applicazione di una sanzione pecuniaria e di una misura interdittiva, in considerazione della violazione dell'articolo 25 del Decreto legislativo n. 231/2001. Da qui il ricorso in Cassazione della contribuente, secondo la quale la responsabilità andava esclusa in quanto il reato non era andato a buon fine, non aveva portato, cioè, ad un vantaggio concreto per l'ente. Secondo la Suprema corte, per contro, detta responsabilità andava comunque ravvisata a prescindere dal fatto dall’esistenza di un risultato positivo. Ciò che rilevava, in definitiva, era che la condotta criminale fosse stata commessa nell'interesse dell'ente. In tale contesto, tuttavia, la Corte di legittimità è anche intervenuta sulle sanzioni concretamente applicate alla società, statuendo che, da un lato, la pena pecuniaria andava ridotta in considerazione della particolare tenuità del danno, dall’altro, la misura interdittiva andava cancellata a causa delle limitata conseguenza dell'azione di corruzione. (Fonte AIDC)

25-02-2013 - Redditometro (03). - Secondo l'ordinanza del 21 febbraio 2013 del Tribunale di Napoli, sezione distaccata di Pozzuoli, il nuovo redditometro viola la legge, la costituzione italiana e l'ordinamento comunitario. Vieta pertanto all'Agenzia delle entrate di intraprendere qualsiasi attività relativa al contribuente che ha posto il ricorso e “di cessare, ove iniziata, ogni attività di accesso, analisi, raccolta dati di ogni genere relativi alla posizione del ricorrente”. Il Tribunale motiva le proprie decisioni, riepilogandole in undici rilievi, evidenziando come il nuovo redditometro violi la sfera privata dei diritti dei cittadini e il diritto di difesa garantito dalla Costituzione; si mette in luce la differenza tra i parametri presi a riferimento dal Ministero dell'economia, in base a dati Istat, rispetto alla specificità delle indagini tributarie. Si sottolinea inoltre come la differenziazione di tipologie familiari suddivise per cinque aree geografiche possa creare discriminazioni tra contribuenti, il paniere di tutte le spese del contribuente che dovranno essere valutate impedisca al cittadino una vita privata, si possa verificare la mancanza del diritto di collaborazione tra cittadino e pubblica amministrazione difronte ad un procedimento di tipo eminentemente inquisitorio e sanzionatorio. Tra le considerazioni, quella per cui si possa verificare il disincentivo al risparmio, visto che è considerato lecito solo quello compatibile con i criteri del redditometro basato su dati Istat e indagini campionarie. (Fonte AIDC)

19-02-2013 -  Immobiliari, il preliminare di compravendita rileva come ricevuta della caparra. - Con la direttiva del 12 febbraio 2013, l’agenzia delle Entrate - direzione centrale Affari legali - recepisce la sentenza n. 36624 del 21 settembre 2012 della Corte di cassazione in cui si imputa il grave delitto di occultamento o distruzione delle scritture contabili al contribuente che non esibisce il preliminare di compravendita. Di più: non è necessaria l'impossibilità assoluta di ricostruire i redditi o il volume di affari, essendo sufficiente che i verificatori non siano posti nelle condizioni di effettuare tale ricostruzione. Dunque, il reato sussiste anche quando i verificatori abbiano la possibilità di acquisire i dati nell’anagrafe tributaria. Nel caso di specie si trattava del caso di un rappresentante di una immobiliare che non aveva potuto mostrare, per non averli conservati, agli accertatori i preliminari di vendita degli immobili (conservazione imposta dalla natura stessa dell’impresa ex art. 2241 c.c.). La Cassazione spiega che vanno ricompresi nell'articolo 2214 del Cc, sull'obbligo di tenere le altre scritture che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell'impresa, i contratti preliminari di compravendita degli immobili, che rilevano come ricevuta della caparra. Restano esclusi, secondo la Cassazione, i piccoli imprenditori (coltivatori diretti del fondo, artigiani, piccoli commercianti e coloro che esercitano un'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia). Conseguenza del risvolto penale sarà il raddoppio dei termini di decadenza per l'accertamento delle relative imposte. Inoltre, i termini di decorrenza della prescrizione decorrono da quando la condotta illecita dell’occultamento o della distruzione è stata rilevata dagli accertatori.  (Fonte AIDC)

17-02-2013 -  Cedolare secca, no al modello 69 per i contratti ante 7 aprile 2011. - L’agenzia delle Entrate, con una nota del 14 febbraio 2013, risponde ad un quesito sollevato dal Sole 24 Ore in merito al mancato rispetto della circolare 20/E/2012 sulla cedolare secca - articolo 3 del Dlgs 23/2011 - da parte di alcuni uffici territoriali. La questione riguarda la data spartiacque del 7 aprile 2011, entrata in vigore della tassa piatta. Per i nuovi contratti - post 7 aprile 2011 - la legge prevede che l'opzione, effettuata con il modello Siria o con il modello 69, resta valida per tutta la durata del contratto. Per i contratti già in essere alla data citata, dunque già registrati il 7 aprile 2011, inizialmente (circolare 26/E/2011) era disposto che, una volta scelta la cedolare in Unico 2012 o nel 730/2012, che valeva per una sola annualità contrattuale, si dovesse deve confermare l'opzione, per le altre annualità, compilando il modello 69, pena il ritorno al regime ordinario Irpef. In proposito, sollecitata sulla disparità di trattamento dal Sole 24 Ore, l’Agenzia con circolare 20/E/2012 accoglieva la tesi dell'opzione con durata pari al contratto di locazione, salvo revoca espressa, anche per i contratti ante 7 aprile 2011. Ma alcuni uffici territoriali, non considerando la circolare del 2012 ed in base alla circolare 26/E/2011, continuano a chiedere la presentazione del modello 69 tardiva con remissione in bonis. A ribadire le nuove disposizioni e invitare gli uffici territoriali a rispettarle, la nota del 14 febbraio 2013: i contribuenti che hanno scelto l'imposta secca sui contratti d'affitto registrati prima del 7 aprile 2011, segnalandolo nel 730 o in Unico 2012, non devono compilare il modello 69. Resta fermo che il contribuente deve portare a conoscenza l’affittuario, tramite raccomandata, dell’opzione per la tassa piatta con rinuncia agli aggiornamenti contrattuali. Ciò poiché la scelta è fatta nella dichiarazione dei redditi del locatore e, dunque, il locatario non ne è a conoscenza. Anche questa comunicazione non deve essere ripetuta al conduttore. (Fonte AIDC).

15-02-2013 -  Trasmissione dei dati Iva entro la fine di febbraio. - Si avvicina l'appuntamento per i contribuenti Iva con la comunicazione annuale dei dati relativa al 2012. Entro il 28 febbraio va effettuato, obbligatoriamente in via telematica, l'invio del modello di comunicazione, utilizzando quello approvato nel 2011, mentre le istruzioni hanno subito un rifacimento con provvedimento del 15 gennaio 2013. Oggetto di comunicazione sono le risultanze delle liquidazioni periodiche ovvero le risultanze annuali per coloro che non sono toccati da quelle periodiche, utili a determinare l’Iva dovuta o a credito, senza tener conto delle eventuali operazioni di rettifica e di conguaglio. Le istruzioni al modello aggiungono che non devono essere indicati: * le compensazioni effettuate nell’anno d’imposta; * il riporto del credito IVA relativo all’anno precedente; *i rimborsi infrannuali richiesti nonché la parte del credito IVA concernente l’anno d’imposta che il contribuente intende richiedere a rimborso.  Tali dati dovranno, invece, entrare nella dichiarazione annuale Iva dove si procede, a differenza che nella comunicazione annuale in discorso, alla definitiva autodeterminazione dell’imposta dovuta. Tenuti all'adempimento sono tutti i titolari di partita Iva, anche se nell'anno non hanno effettuato operazioni imponibili, oppure non sono tenuti a effettuare le liquidazioni periodiche. Sono esclusi: *i contribuenti che presentano la dichiarazione Iva, in forma autonoma, entro il mese di febbraio; * i contribuenti che per l'anno cui si riferisce la comunicazione sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione annuale Iva; * i soggetti sottoposti a procedure concorsuali; * le persone fisiche che hanno realizzato nell'anno d'imposta cui si riferisce la comunicazione un volume di affari uguale o inferiore a 25.000 euro anche se tenuti a presentare la dichiarazione annuale; *le persone che nel 2012 hanno fruito del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (cd "nuovi minimi"). La comunicazione può essere presentata per via telematica: a) direttamente dal contribuente – utilizzando il servizio telematico Entrate o Fisconline; b) tramite intermediari abilitati. L’omissione della comunicazione o l’invio della stessa con dati incompleti o inesatti comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 258 a 2.065 euro. Poichè tale atto, dopo la presentazione, non è più rettificabile, la correzione dei dati avverrà nella dichiarazione annuale IVA. Le società che aderiscono alla liquidazione IVA di gruppo nell'anno di riferimento della comunicazione, sono tenute a presentare ognuno un autonomo modello contenente i propri dati.  I contribuenti con contabilità separate devono presentare un solo modello di comunicazione riepilogativo di tutte le attività gestite con contabilità separate. Se tra le attività esercitate ne figura qualcuna per la quale vige l’esonero dalla presentazione della dichiarazione annuale IVA e, quindi, della comunicazione, i relativi dati non devono essere compresi nella comunicazione che contiene i dati riferiti alle altre attività, per le quali è previsto l’obbligo dichiarativo. (Fonte AIDC)

13-02-2013 - Contributi Inps 2013. - L'Inps in pochi giorni è interventua con due circolari per disciplinare i contributi artigiani-commercianti-GS 2013. Ecco una sintesi del loro contenuto.  Per gli iscritti alla GS l’aliquota contributiva prevista nel 2013 è stata elevata al 20% per coloro che godono di altra copertura previdenziale (pensionati, dipendenti, eccetera), mentre è rimasta invariata al 27% per tutti gli altri. In ogni caso per questi ultimi, anche quest'anno, l'aliquota sarà maggiorata dello 0,72% per a finanziare l’estensione, a queste categorie di assicurati, delle tutele relative alla maternità, alla malattia, al congedo parentale, alla corresponsione degli assegni al nucleo familiare, eccetera. La percentuale di dovrebbe essere ancora calcolata nella misura di 1/3 e 2/3. Infine il massimale, che per quest’anno è pari a 99.034 euro. Per quanto riguarda invece i contributi artigiani e commercianti, il minimale 2013 è pari a 15.357 euro.

12-02-2013 - Compensazione Iva orizzontale. - A ridosso delle dichiarazioni Iva voglio ricordare alcune regole per la compensazione “orizzontale”, e cioè quella che va in F24 (e non sui registri come quella verticale). Bisogna distinguere l'importo utilizzato. Utilizzo pari o inferiore a € 5.000: se il credito IVA 2012 è di importo pari o inferiore a € 5.000 non è prevista alcuna limitazione alla compensazione e pertanto sono applicabili le ordinarie regole previste per la compensazione dei crediti tributari/previdenziali. Se l'utilizzo fosse superiore a € 5.000, le limitazioni in esame sono riferite all’importo del credito IVA 2012 utilizzato in compensazione e non all’ammontare complessivo risultante dalla dichiarazione annuale. Pertanto, una volta raggiunto il predetto limite, ogni ulteriore compensazione può avvenire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione del mod. IVA 2013. Va precisato inoltre che, nel caso in cui il contribuente intenda compensare somme superiori a € 15.000, la dichiarazione dovrà inoltre essere dotata del visto di conformità rilasciata da un professionista secondo determinate procedure. Ricordo infine che per effettuare la compensazione del credito IVA di importo superiore a € 5.000 è necessario utilizzare i servizi telematici (Entratel / Fisconline) e che il mod. F24 va inviato all’Agenzia delle Entrate almeno 10 giorni dopo la presentazione della dichiarazione.

11-02-2013 - Badanti "amiche". - La Cassazione con recente sentenza 3438 del 23 gennaio scorso, ha affermato che "... i versamenti “sospetti” effettuati dal datore di lavoro sul c/c della propria collaboratrice domestica non giustificati, per la rilevante entità, dalle prestazioni lavorative dalla stessa rese, fanno scattare la condanna del contribuente per evasione fiscale e dichiarazione fraudolenta mediante artifici...".

10-02-2013 - Agevolazioni prima casa. - L'Age con risoluzione n.112 del 27 dicembre scorso ha affermato che "... Il contribuente che cede l’abitazione acquistata con i benefici “prima casa” prima del quinquennio dall’acquisto e non intende acquistare un nuovo immobile entro 1 anno dalla vendita può richiedere all’Ufficio la riliquidazione dell’imposta assolta in sede di registrazione. In tal caso l’Ufficio notifica un avviso di liquidazione dell’imposta dovuta e degli interessi calcolati a decorrere dalla data di stipula dell’atto di acquisto dell’immobile oggetto di agevolazione, senza applicare la sanzione del 30%...." La mancata comunicazione produce l'irrogazione delle sanzioni.

09-02-2013 - Attenzione alle autocertificazioni. - Risponde di falso in atto pubblico chi attesa con autocertificazione il falso versamento dei contributi Inps Un imprenditore che aveva reso una falsa dichiarazione sostitutiva con la quale attestava di essere in regola con la posizione contributiva dei suoi operai, per potere avere libero accesso ad una gara d’appalto, era stato condannato per falso in atto pubblico sia dal Tribunale che dalla Corte d’appello. Adducendo la motivazione che la dichiarazione sostitutiva presentata non fosse da paragonare in alcun modo al Durc, l’imprenditore ricorre in Cassazione. La quinta Sezione penale della Suprema Corte, con la sentenza n. 6221 del 7 febbraio 2013, riconferma la condanna dell’imprenditore che deve rispondere di falso in atto pubblico se nella dichiarazione sostitutiva dice slealmente di essere in regola con i versamenti contributivi Inps. Motivando la sua decisione sulla base dell’articolo 483 del codice penale, che punisce la violazione dell’obbligo giuridico dell'imprenditore di esporre la verità in un atto destinato a provare la realtà dei fatti attestati e a cui siano ricollegati specifici effetti (ammissione alla gara d’appalto), la Corte ritiene che l’imprenditore sia ugualmente punibile anche se non ha falsificato materialmente il Durc. La responsabilità penale scatta ugualmente indipendentemente dal fatto che il documento falsificato fosse pubblico o privato, come nel caso di specie l'autocertificazione. (Fonte AIDC)

06-02-2013 -  La manovra finanziaria in pillole (08 Fine). NUOVA DEDUZIONE PERDITE SU CREDITI. E’ più facile dedurre le mini perdite sui crediti. Vengono introdotti tre nuovi casi per consentire in maniera agevolata la rilevazione delle perdite. In particolare, il Legislatore ha modificato l’articolo 101 del TUIR legittimando l’impresa, senza particolari oneri documentali, a portare in deduzione perdite in quanto si considerano sussistenti “ex lege” i cosiddetti elementi “certi e precisi”. La norma in esame prevede la deduzione automatica per: 1.i crediti di modesta entità; 2.i crediti prescritti; 3.i soggetti che elaborano i bilanci secondo i criteri IAS che procedono a cancellare i crediti a seguito di eventi estintivi. CONTRIBUTI INARCASSA Dal 01.01.2013 nei rapporti di collaborazione e su tutti i corrispettivi, anche quelli fatturati a ingegneri, architetti, associazioni o società di professionisti e società di ingegneria, si dovrà applicare il 4% del contributo integrativo. Non solo, ma nella comunicazione dei redditi che viene presentata annualmente a Inarcassa si potrà dedurre, dall’importo del contributo integrativo dovuto, la quota del contributo integrativo risultante dalle fatture passive ricevute da ingegneri, architetti o loro associazioni e società.

04-02-2013 - Le Entrate su dichiarazione Imu e agricoltori minimi.- In occasione di Telefisco, l'Agenzia delle entrate ha fornito alcune indicazioni utili per adempiere alla denuncia Imu, da effettuare entro il 4 febbraio 2013. Ulteriore notizia riguarda gli agricoltori “minimi”. In materia di Imu è stato chiarito che:  - per i fabbricati d'impresa di categoria catastale "D", privi di rendita, interamente posseduti da imprese, qualora il comune abbia deciso la riduzione di aliquota (fino allo 0,4%) va sempre presentata la dichiarazione Imu sebbene nel 2013 tali riduzioni non siano più valide; - per gli immobili in leasing (da distinguere da quelli concessi in affitto), in presenza di avvenute modificazioni rispetto a quanto dichiarato ai fini Ici, vige l'obbligo dichiarativo Imu in capo al locatario; - va presentata la dichiarazione Imu da parte del cittadino italiano non residente qualora il Comune in cui insiste l'abitazione ha deliberato le agevolazioni riferite alla prima casa, se non locata, posseduta in Italia. Relativamente ai produttori agricoli “marginali”, è stato affermato che costoro non sono obbligati alla compilazione dell'elenco clienti/fornitori per l'anno d'imposta 2012. L'adempimento avrà effetto per le operazioni effettuate dal 1° gennaio 2013. I produttori agricoli minimi, con un volume d'affari non superiore a 7 mila euro, pur essendo dispensati da tutti gli obblighi Iva, ai fini del controllo di tracciabilità dei prodotti agricoli e alimentari in materia di sicurezza alimentare, sono comunque tenuti alla comunicazione annuale delle operazioni rilevanti ai fini Iva, ai sensi del D.L. n. 179/2012, convertito in L. n. 221/2012. Ora è stato chiarito che l'adempimento non tocca l'anno di imposta 2012. (Fonte AIDC)

02-02-2013 - Novità Iva 2013, contributo integrativo sulle parcelle dei professionisti. - Il Dl n. 216/2012, prima, e la Legge n. 228/2012, in un secondo momento, hanno integrato le disposizioni del DPR n. 633/72 in materia di Iva, favorendo l’entrata in vigore delle importanti novità contenute nella direttiva 2010/45/Ue. Dal 1° gennaio 2013 è ampliato l’obbligo di emissione della fattura per le operazioni territorialmente non rilevanti ai fini Iva, limitato, fino al 31 dicembre 2012, alle sole prestazioni di servizi di cui all’articolo 7-ter del citato DPR, rese nei confronti di committenti stabiliti in un altro Stato membro della Ue. Ne deriva che, da tale data formano oggetto di fatturazione anche le cessioni di beni e le prestazioni di servizi non territoriali effettuate nei confronti di soggetti passivi debitori dell’imposta in un altro Stato Ue o nei confronti di soggetti extra-Ue. La norma ha previsto, comunque, delle esclusioni che riguardano le cessioni dei beni ammortizzabili ed i passaggi interni tra attività separate. Altra novità è, poi, quella che prevede la maggiorazione a titolo di contributo integrativo su tutti i corrispettivi rientranti nel volume d’affari ai fini Iva. Dal momento che le consulenze estere rese da professionisti, a partire dall'1 gennaio 2013, incidono sul volume d’affari ai fini Iva, queste - se rese a soggetti passivi Iva debitori in altro paese Ue o a soggetti residenti in un paese extra-Ue - prevedono comunque la maggiorazione a titolo di contributo integrativo. L’obbligo di indicare il contributo integrativo nelle consulenze effettuate a committenti non residenti in Italia riguarda tutti i professionisti che svolgono consulenze estere, con esclusione di quei professionisti sprovvisti di una propria Cassa di previdenza e, dunque, soggetti all'iscrizione nella gestione separata Inps. Il nuovo adempimento riguarda, dunque, anche i dottori commercialisti e proprio la Cassa di previdenza di questi, con un avviso del mese di gennaio 2013, ha ricordato come, a partire dal 1° gennaio 2013, i professionisti iscritti all’Albo debbano addebitare ai propri clienti esteri la maggiorazione previdenziale del 2% o del 4%, attraverso l’esposizione di tale contributo nelle fatture di consulenza. (Fonte AIDC).

31-01-2013 -  La manovra finanziaria in pillole (07). - PEC - le imprese individuali che a decorrere dal 21.10.2012 si iscrivono al Registro delle imprese o all’ Albo delle imprese artigiane saranno tenute ad indicare un proprio indirizzo Pec per semplificare i vari adempimenti burocratici. Le imprese individuali attive a tale data e non soggette a procedure concorsuali hanno tempo fino al 31.12.2013 per attivare la Pec e depositarla presso il Registro delle imprese. PAGAMENTI ELETTRONICI - Relativamente a imprese e professionisti, dall’1.1.2014 , i soggetti che effettuano vendite di prodotti e prestazioni di servizi (anche professionali) sono tenuti ad accettare pagamenti eseguiti con carte di debito (Bancomat): Le Banche … ringraziano. IVA PER CASSA Il 1° dicembre 2012 è entrato in vigore il cosi detto “cash accounting” di cui all’art. 32-bis del DL n. 83 del 22/6/2012 convertito con modificazioni dalla legge 134 del 7/8/2012. Tale normativa prevede la sostituzione del vecchio regime IVA per cassa con il nuovo chiamato appunto “cash accountig”. Praticamente dal 2013 si potrebbe optare per questo regime. Caratteristiche del cash accounting: Il regime consente di differire l’esigibilità dell’IVA per coloro che, operando nell’esercizio di impresa, arti o professioni e avendo realizzato nell’anno precedente un volume d’affari non superiore a due milioni di euro, effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi imponibili nel territorio dello Stato nei confronti di cessionari o committenti che, a loro volta, agiscono nell’esercizio di impresa, arti o professioni. In particolare i soggetti che optano per tale regime liquidano l’IVA secondo il criterio di cassa sia in riferimento alle operazioni attive che in riferimento alle operazioni passive. Operazioni attive: l’imposta relativa alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti di cessionari o committenti soggetti passivi di imposta diviene esigibile all’atto del pagamento dei relativi corrispettivi e, comunque, decorso un anno dal momento di effettuazione dell’operazione.
Operazioni passive: l’imposta relativa agli acquisti effettuati è detraibile SOLO al momento del pagamento dei relativi corrispettivi e comunque decorso un anno dal momento in cui l’operazione si considera effettuata. Da notare che l’adozione del cash accounting da parte del cedente/prestatore non ha effetti sul cessionario/committente il quale procede con il normale regime di detrazione IVA acquisti. Operazioni escluse: Il nuovo regime IVA per cassa non è applicabile in relazione alle operazioni per le quali l’imposta è applicata secondo regole peculiari, per le operazioni nei confronti di privati o soggetti che non agiscono nell’esercizio di impresa, arti e professioni. Devono quindi ritenersi escluse le seguenti operazioni: OPERAZIONI ATTIVE 1 – operazioni effettuate applicando i regimi speciali IVA (es. il regime dei beni usati, il regime monofase); 2 – operazioni di cui all’art. 6, quinto comma, secondo periodo del Dpr 633 del 1972 (es. cessioni prodotti farmaceutici o le cessioni o prestazioni fatte allo Stato); 3 – operazioni effettate in regime di reverse charge; 4 – cessioni intracomunitarie o operazioni di cui agli art. 8, 8-bis e 9 del Dpr 633 del 1972 (es cessioni all’esportazione). OPERAZIONI PASSIVE 1 – acquisti soggetti al regime di reverse charge; 2 – acquisti intracomunitari di beni; 3 – importazioni di beni; 4 – estrazioni di beni da depositi IVA. Avendo tale regime un riverbero molto complesso sull’operatività delle singole contabilità in termini di costi e regime (obbligatoriamente ordinario) tenendo in considerazione il fatto che se pago Iva al momento dell’incasso , è anche vero che la posso detrarre solo al momento del pagamento, occorre effettuare un’attenta valutazione dei costi/benefici!

30-01-2013 - Provvedimento di attribuzione della rendita senza efficacia retroattiva. - Il provvedimento con cui l’agenzia del Territorio attribuisce la rendita catastale all'immobile ha natura costitutiva e non dichiarativa, priva di efficacia retroattiva. Ne consegue che la rendita individuata con il detto provvedimento non può trovare applicazione con riferimento ai periodi di imposta precedenti all’attribuzione medesima; in relazione a questi ultimi, infatti, occorre fare riferimento esclusivamente al criterio del valore contabilizzato, fissato, cioè, sulla base dei costi contabili. In particolare, in materia di Ici e con riferimento alla base imponibile dei fabbricati non iscritti in catasto posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, fino alla attribuzione della rendita catastale, “l'articolo 5, comma 3, del Decreto legislativo n. 504/1992 prevede un metodo di determinazione della base imponibile collegato alle iscrizioni contabili”. Sono questi i principi richiamati dalla Corte di cassazione nel testo della sentenza n. 1594 del 23 gennaio 2013, per rigettare il ricorso proposto da una società avverso la decisione con cui i giudici di merito avevano respinto la sua domanda di risarcimento dei danni avanzata nei confronti del Territorio per aver ritardato nell’attribuzione della rendita catastale di alcuni capannoni industriali; tale ritardo – si doleva la ricorrente – l’aveva costretta a versare, per anni, un importo Ici superiore al tributo effettivamente dovuto. (Fonte AIDC)

29-01-2013 - La manovra finanziaria in pillole (06). - NUOVI TERMINI di PAGAMENTO dall’ 1.1.2013 i termini di pagamento indicati dalla norma sono differenziati a seconda che si tratti di contratti: a) tra controparti private , ossia tra imprese, tra imprese e lavoratori autonomi o tra lavoratori autonomi; b) con controparte pubblica , vale a dire tra imprese o lavoratori autonomi, da un lato, e pubblica Amministrazione, dall’altro lato. Nel primo caso, il termine di pagamento è di 30 giorni , a meno che le parti non pattuiscano contrattualmente una diversa scadenza, comunque non superiore a 60 giorni ; tale limite massimo può, tuttavia, essere superato se (e solo se) tale differimento ulteriore risulti da accordo scritto e se la scadenza risultante non si appalesi come gravemente iniqua per il fornitore. Nel secondo caso (contratti tra imprese/professionisti e pubblica Amministrazione) il termine di pagamento ordinario è di 30 giorni (come nell’ipotesi precedente), ma può essere derogato , per giungere fino a 60 giorni, se la natura o l’oggetto del contratto, oppure le circostanze esistenti al momento della sua conclusione , giustificano la considerazione di un maggior termine per il pagamento da parte del debitore; senza necessità di altre pattuizioni tra le parti, tuttavia, la scadenza ordinaria di pagamento è ex lege elevata da 30 a 60 giorni se la pubblica amministrazione interessata è, alternativamente: a) un’ impresa pubblica avente relazioni finanziarie con poteri pubblici e per questo tenuta al rispetto dei requisiti di trasparenza di cui al D.Lgs. 11.11.2003, n. 333; b) un ente che fornisce assistenza sanitaria e che sia stato riconosciuto a tal fine (in pratica, Asl-Aziende sanitarie locali e ospedali ). INTERESSI MORATORI. Nel caso di contratti tra imprese/professionisti e pubblica Amministrazione , infatti, gli interessi applicabili non possono essere inferiori agli interessi legali di mora, calcolati su base giornaliera in funzione del tasso di riferimento della Banca centrale europea (Bce), rilevato il primo giorno del semestre solare di riferimento (e, quindi, l’1.1 e l’1.7 dell’anno), cui va aggiunto uno spread dell’8% (nella sostanza, dunque, un onere su base annua del 10% circa); se si è in presenza di un contratto tra imprese (e/o professionisti) è invece possibile per le parti prevedere un diverso tasso , cosicché, in sostanza, la misura degli interessi legali di mora perde il suo carattere cogente e rappresenta piuttosto il parametro di riferimento solo in caso di assenza di differenti intese tra le parti. NULLITÀ delle CLAUSOLE : la possibilità per le parti di derogare ai termini di pagamento prescritti dalla norma e/o (nel caso di contratti fra soggetti entrambi non pubblici) all’applicazione degli interessi legali di mora trova un limite nel fatto che, al fine di impedire abusi del debitore che sia in posizione di eccessiva forza contrattuale rispetto al creditore, sono considerate nulle le clausole (ma non l’intero contratto ) relative al termine di pagamento, al saggio degli interessi moratori e al risarcimento dei costi di recupero, se sia ravvisabile una loro grave iniquità per il creditore medesimo.

26-01-2013 - La manovra finanziaria in pillole (05). - RIVALUTAZIONE DI TERRENI E PARTECIPAZIONI – Riapertura dei termini: è disposta la riapertura dei termini per la rivalutazione (artt. 5 e 7, L. 448/2011) del costo di acquisto di partecipazioni non negoziate e di terreni agricoli ed edificabili posseduti non in regime di impresa all’1.1.2013 da persone fisiche, società semplici, associazioni professionali ed enti non commerciali. Le imposte sostitutive possono essere rateizzate fino a 3 rate annuali di pari importo dal 30.6.2013 . Entro tale data va anche redatta e giurata la relativa perizia. RISCOSSIONE Importi fino a €2.000 iscritti a ruolo entro il 31.12.1999 – Annullamento: dall’1.7.2013 sono automaticamente annullati i crediti di importo fino a € 2.000 (comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni) iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31.12.1999. La cancellazione opererà d’ufficio senza istanza del contribuente. La norma riguarda somme di qualsiasi natura, tributaria e non (multe stradali, contributi, ecc.). TRANSAZIONI COMMERCIALI – CONTRASTO ai RITARDATI PAGAMENTI – AMBITO APPLICATIVO : rientrano nell’ ambito di applicazione delle norme relative ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali tutti i pagamenti riferiti a contratti , comunque denominati, in cui siano compresenti due requisiti : requisito soggettivo : una delle parti deve essere un’ impresa o un lavoratore autonomo e l’altra, alternativamente, un’altra impresa/libero professionista o una pubblica Amministrazione. requisito oggettivo : oggetto del rapporto deve essere una transazione commerciale , ossia un accordo riferito, in via esclusiva o prevalente, alla vendita di merci o alla prestazione di servizi a fronte del pagamento del relativo prezzo Ne sono invece esclusi : a) i debiti maturati da un soggetto nei cui confronti sia già stata aperta una procedura concorsuale e/o una delle procedure finalizzate alla ristrutturazione dell’ esposizione debitoria , quale, a titolo esemplificativo, quella prevista dall’art. 182-bis, R.D. 16.3.1942, n. 267 (Legge fallimentare); b) i pagamenti che trovino la loro causa nel risarcimento di un danno , anche se effettuati da una compagnia di assicurazione ; c) i contratti in cui una delle parti sia un « consumatore finale », intendendosi per tale un soggetto diverso da un’ impresa o da una pubblica Amministrazione. DECORRENZA : sotto il profilo temporale , la novellata disciplina trova applicazione solo in relazione alle transazioni commerciali concluse a partire dall’1.1.2013. L’obiettivo ultimo è quello di contrastare la piaga dei ritardi nei pagamenti che, soprattutto in questo periodo di difficoltà finanziaria, grava sulle imprese , specialmente quelle di più piccole dimensioni , che hanno maggiori difficoltà a ottenere affidamenti dal sistema creditizio e che sono però spesso costrette, a loro volta, al contempo a finanziare esse stesse il cliente, che paga magari a 4-6 mesi di distanza dalla fornitura della merce o dalla prestazione del servizio.

24-01-2013 - Scostamento dagli studi di settore: ok all’accertamento induttivo. - Con la sentenza n. 1439 depositata il 22 gennaio 2013, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione con cui i giudici di merito avevano annullato l’atto impositivo notificato ad un geometra e spiccato sulla base di un accertamento induttivo fondato sullo scostamento del reddito dichiarato dal professionista rispetto ai parametri degli studi di settore. Le Commissioni tributarie, provinciale e regionale, avevano aderito alle doglianze del geometra il quale si era difeso facendo presente che dall’ispezione che la Guardia di finanza aveva avviato nei suoi confronti non era emersa alcuna irregolarità. Ne discendeva l’invalidità del metodo induttivo adottato dal Fisco.  Detta statuizione non è stata, tuttavia, condivisa dai giudici di legittimità secondo i quali le verifiche della Guardia di finanza avrebbero potuto inibire l’accertamento induttivo solamente se avessero avuto ad oggetto lo scostamento dagli standard, con verifica della conformità del reddito ai relativi coefficienti. (Fonte AIDC)

23-01-2013 -  Lavoro accessorio: compenso annuale riferito al lavoratore, non più al committente. - Con la circolare n. 4 del 18 gennaio 2013, il ministero del Lavoro interviene nell’ambito del lavoro accessorio, fornendo indicazioni operative al personale ispettivo alla luce delle novità introdotte dalla riforma Fornero (L 92/2012). Si ricorda che è stato ampliato l'ambito di applicazione che investe tutti i settori e qualsiasi committente e lavoratore (fa eccezione il settore agricolo). Un cambiamento sostanziale è relativo al limite economico di 5mila euro nell’anno solare, che prima si riferiva all’attività prestata nei confronti del singolo committente ed ora, invece, al compenso massimo che il lavoratore accessorio può percepire, indipendentemente dal numero dei committenti. Questo qualifica meglio il tipo di lavoro, che è realmente accessorio in quanto fissa il limite in capo al lavoratore e non al committente: modesto apporto economico in capo al lavoratore, sostanziale occasionalità delle prestazioni, certamente non in grado di costituire solido sostentamento economico del lavoratore stesso. In caso di imprese (qualsiasi soggetto, persona fisica o giuridica, che opera su un determinato mercato) e professionisti, non è dato di superare al singolo committente il limite di 2 mila euro di compensi, pena la trasformazione in un contratto a tempo indeterminato, se le prestazioni sono funzionali all'attività di impresa o professionale, con applicazione delle sanzioni civili e amministrative. I limiti non sono solo economici. I carnet dei buoni di lavoro accessorio diventano “orari, numerati progressivamente e datati” con valore nominale fissato con decreto del Ministero del lavoro. Si eviterà che un solo voucher possa essere utilizzato per remunerare prestazioni di diverse ore. Sulla data si specifica che implica un “arco temporale” di utilizzo del voucher, che non può essere superiore ai 30 giorni decorrenti dal suo acquisto. I buoni acquistati prima del 18 luglio 2012 (entrata in vigore della legge Fornero) dovranno essere utilizzati entro il 31 maggio 2013, con le regole pregresse, e non saranno conteggiati per il raggiungimento dei 5.000 e 2.000 euro. Il settore agricolo ha regole particolari: è possibile utilizzare voucher sino a € 5.000 solo se l’attività è svolta da pensionati o giovani studenti ovvero, a prescindere da chi è il lavoratore accessorio, se l’attività è svolta a favore dei piccoli imprenditori agricoli. Non trova applicazione l’ulteriore limite di € 2.000. (Fonte AIDC).

21-01-2013 - La manovra finanziaria in pillole (04). TARES – Modifiche: ai fini del calcolo della Tares (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi), la superficie soggetta al tributo si determina in misura pari alla superficie calpestabile fino ad attuazione delle disposizioni sull’aggiornamento e allineamento dei dati catastali: al riguardo si considerano acquisite le superfici dichiarate ai fini della Tarsu o della Tia1 o della Tia2 . Per quanto riguarda il pagamento della Tares , può essere utilizzato il Mod. F24 o il bollettino di conto corrente postale . Inoltre, a regime, il versamento va effettuato in 4 rate trimestrali (con scadenza gennaio, aprile, luglio e ottobre). Per il solo 2013 il termine di pagamento della prima rata è prorogato ad aprile e fino alla determinazione delle tariffe del tributo l’importo delle rate è calcolato in acconto commisurandolo all’importo versato nell’anno precedente a titolo di Tarsu, Tia1 o Tia2. TASSAZIONE DELLE TRANSAZIONI FINANZIARIE : è introdotta un’imposta sulle transazioni finanziarie (cd.
«Tobin Tax»). Tale imposta ( aliquota dello 0,2% sul valore della transazione, ridotta allo 0,1% per i trasferimenti in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione) si applica sul trasferimento (diverso da successione e donazione) della proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi ex art. 2346, co. 6, c.c. emessi da società residenti. L’imposta è dovuta in misura fissa (come quantificata dalla tabella allegata alla presente legge) per le operazioni su strumenti finanziari derivati che abbiano come sottostante prevalentemente azioni o strumenti finanziari partecipativi e per le operazioni su valori immobiliari che permettano di acquisire o vendere prevalentemente azioni o strumenti finanziari
partecipativi o che implichino un regolamento in contanti determinato con riferimento prevalentemente ad azioni o strumenti finanziari partecipativi. L’imposta, indeducibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap, è dovuta dal soggetto a favore del quale avviene il trasferimento e, in caso di operazioni su strumenti finanziari derivati, da ciascuna delle controparti . L’imposta in misura percentuale è applicabile alle transazioni concluse dall’1.3.2013 mentre quella in misura fissa alle transazioni concluse dall’1.7.2013 . IVIE – IVAFE IMMOBILI ESTERI E ATTIVITÀ FINANZIARIE DETENUTE ALL’ESTERO – Proroga della decorrenza della tassazione: è prorogata dal 2011 al 2012 la decorrenza dell’imposta sul valore degli immobili situati all’estero a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti (cd. Ivie ) e dell’imposta sul valore delle attività finanziarie
detenute all’estero dalle persone fisiche residenti (cd. Ivafe ). Pertanto, quanto versato per il 2011 si considera eseguito in acconto per il 2012 . Per entrambe le imposte è introdotta la modalità di versamento in acconto e a saldo (invece che in unica soluzione), con le stesse regole previste ai fini Irpef.

17-01-2013 - Transazioni commerciali, comunicato il tasso degli interessi di mora. - Reso noto dal Ministero dell'economia – con comunicato pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” del 17 gennaio 2013 – che il saggio degli interessi da applicare a favore del creditore nei casi di ritardo nei pagamenti nelle transazioni commerciali è pari allo 0,75 per cento, in riferimento al periodo 1° gennaio – 30 giugno 2013. Dal 1° gennaio 2013, secondo il modificato D.Lgs n. 231/2002, in caso di ritardo di pagamento nelle transazioni commerciali si prevede una distinzione tra gli interessi moratori, che possono essere fissati ad un tasso libero o concordato dai soggetti della transazione, e gli interessi legali di mora, pari ad un tasso di riferimento maggiorato di otto punti percentuali. Nel primo semestre del 2013 il tasso da applicare sarà pari a 8,75%. (Fonte AIDC).

16-01-2013 - Redditometro (02). - Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione (23554 del 20.12.2012), il reddito determinato attraverso il redditometro (scusate il gioco di parole) rientra tra le presunzioni semplici: sarebbe quindi a carico dell'Age l'onere probatorio. Nelle motivazioni della sentenza, si richiama il fatto che  già il vecchio “accertamento sintetico disciplinato dal DPR 600/73, art. 38, ... nella formulazione anteriore a quella successivamente modificata dal DL 78/2010 art. 22, convertito in L. n. 122 del 2010, tende a determinare, attraverso l'utilizzo di presunzioni semplici, il reddito complessivo presunto del contribuente mediante i c.d. elementi indicativi di capacità contributiva stabiliti dai decreti ministeriali con periodicità biennale”. La recente sentenza contraddice una tendenza a considerare presunzione legale la risultante reddituale dell'Age.

15-01-2013 - Bancarotta fraudolenta a carico del titolare della ditta individuale che omette le scritture. - La Corte di cassazione, con la sentenza n. 769 dell'8 gennaio 2012, ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta disposta dai giudici dei gradi precedenti nei confronti dei titolari di una ditta individuale che operava in regime di contabilità semplificata. Secondo la Suprema corte, in particolare, anche per questo tipo di imprese vige l’obbligo di tenuta delle scritture e dei libri di cui all'articolo 2214 del Codice civile e, in modo particolare, del libro giornale e del libro degli inventari, indicati dallo stesso articolo 2214 come scritture contabili obbligatorie per chi esercita un'attività commerciale, sia ai fini civili che a quelli penali previsti dalla legge fallimentare. Confermate anche la pena principale a tre anni di reclusione e quella accessoria a dieci anni di interdizione dall'attività imprenditoriale. Quest’ultima statuizione, in particolare, non è stata ritenuta eccessiva rispetto al minimo della pena principale irrogata nei confronti del condannato in quanto – ha sottolineato la Corte - la pena accessoria che consegue alla condanna per il delitto di bancarotta fraudolenta ai sensi dell'articolo 216, ultimo comma, della Legge fallimentare, è disposta in maniera fissa ed inderogabile a prescindere dalla durata della pena principale. (fonte AIDC).

14.01.2013 - La manovra finanziaria in pillole (03). - IRAP. Aumento delle deduzioni: a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2013 (periodo d’imposta 2014) è previsto l’aumento delle deduzioni Irap cd. «cuneo fiscale». In particolare, per ogni dipendente a tempo indeterminato è deducibile un importo forfetario pari a € 7.500 ( € 13.500 per ogni lavoratrice di qualsiasi età o lavoratore con meno di 35 anni) e, per impieghi in Abruzzo, Basilicata , Calabria , Campania , Molise , Puglia , Sicilia e Sardegna, a € 15.000 (€ 21.000 per ogni lavoratrice di qualsiasi età o lavoratore con meno di 35 anni). Inoltre viene incrementata l’ulteriore deduzione in funzione all’ ammontare del valore della produzione. Esenzione per imprenditori e professionisti «piccoli»: a decorrere dal 2014 è disposto lo stanziamento di un fondo per escludere da Irap gli imprenditori individuali e i professionisti che non si avvalgono di lavoratori dipendenti o assimilati e che utilizzano (anche in locazione) beni strumentali per un importo massimo che sarà fissato da un apposito Decreto ministeriale... staremo a vedere. IVA. Rideterminazione - dall’1.7.2013 l’aliquota Iva ordinaria del 21% è rideterminata nella misura del 22%, rimane inalterata l’Iva al 10%. IMU. Gettito spettante ai Comuni e allo Stato: al fine di garantire la spettanza ai Comuni del gettito Imu, per gli anni 2013 e 2014 è soppressa la riserva allo Stato del 50% dell’imposta relativa a tutti gli immobili diversi dall’abitazione principale e dalle relative pertinenze, è ora riservato allo Stato solo il gettito Imu derivante dagli immobili ad uso produttivo del gruppo catastale «D» , calcolato ad aliquota standard dello 0,76% e i Comuni possono aumentare fino a 0,3 punti percentuali tale aliquota standard per tali immobili.

12.01.2013 - La manovra finanziaria in pillole (02). - DETRAZIONI PER FIGLI A CARICO. Dall’1.1.2013 le detrazioni per ciascun figlio vengono innalzate da € 800 a € 950 (da € 900 a € 1.220 per ogni figlio di età inferiore a 3 anni). È aumentato anche l’importo aggiuntivo da € 220 a € 400 per ciascun figlio portatore di handicap. AUTOVEICOLI Si ricorda che già la L. 92/2012 (cd. riforma del mercato del lavoro) aveva ridotto tale percentuale dal 40% al 27,5% a decorrere dall’esercizio successivo a quello in corso al 18.7.2012. Riduzione della percentuale di deducibilità: è ulteriormente ridotta dal 27,5% al 20% la percentuale di deducibilità dei costi relativi ai veicoli utilizzati da imprese e lavoratori autonomi. Alla luce di questa nuova riduzione sarà premura dello Studio verificare con gli Spett.li clienti l’opportunità di estromettere ai soci/titolari gli autoveicoli ad utilizzo promiscuo. REDDITI DOMINICALE ED AGRARIO – RIVALUTAZIONE: ai fini della determinazione delle imposte sui redditi, i redditi dominicale ed agrario sono rivalutati del 15% per i periodi d’imposta 2013 , 2014 e 2015. Le disposizioni si applicano già nella determinazione dell’ acconto delle imposte sui redditi dovute per il 2013 con ulteriori complicazioni…

10.01.2013 - La manovra finanziaria in pillole (01). - A breve inizieremo, la pubblicazione delle abituali "pillole" relativa alla legge finanziaria. Ai clienti dello Studio, verrà invece inviata l'abituale circolare.

09-01-2013 - Redditometro (01). - È stato pubblicato, sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 3 del 4 gennaio 2013, il decreto del ministro dell'Economia del 24 dicembre 2012 con oggetto: contenuto induttivo degli elementi indicativi di capacità contributiva sulla base dei quali può essere fondata la determinazione sintetica del reddito. Il nuovo redditometro, alla luce dell'articolo 38 del Dpr 600/73, sarà operativo da marzo 2013 e applicabile dal periodo d'imposta 2009. In merito sono state già segnalate le criticità. Una, fra tutte, riguarda gli incrementi patrimoniali. Contrariamente a quello che avveniva nel pregresso, l'acquisto di una casa o di un'automobile incrementa, con la nuova formulazione, la capacità contributiva interamente da subito, non nei 5 anni come in passato, anche se dall'importo viene scomputato il mutuo o il finanziamento. Ciò comporterà che il reddito presunto a disposizione del contribuente risulterà maggiore di quello effettivamente a disposizione. La situazione aprirà a convocazioni che non sarebbero state inviate negli anni precedenti, verso cittadini anche corretti con il Fisco, che dovranno, forse, avvalersi di un professionista. In merito alla possibilità di giustificazioni da parte del contribuente, si ricorda che l’interessato sarà chiamato prima dell'emanazione dell'atto di accertamento, con vari incontri obbligatori con il fisco, solo successivamente, in caso di spiegazioni insufficienti, il contribuente sarà chiamato in contraddittorio per l'accertamento con adesione. Entrano a far parte del redditometro, oltre alle banche dati, le spese medie Istat. Con ciò si avvicina lo strumento agli studi di settore. (Fonte AIDC)

 07-01-2013 - Accertamento bancario. - Illegittimo l’accertamento fondato sulle movimentazioni finanziarie del c/c di un privato. Nel corso di un controllo operato su due società di capitali, l’agenzia delle Entrate ha eseguito delle indagini finanziarie su alcuni soci, riconoscendo in capo ad uno di essi versamenti non giustificati e incongruenti rispetto ai propri redditi risultanti dalla dichiarazione. L’Agenzia ha così notificato un accertamento al socio per un maggior reddito pari ai versamenti riconducibili agli utili extracontabili delle società a ristretta base sociale oggetto di verifica. Il socio ricorre nei vari gradi di giudizio, sostenendo che le contestazioni mosse dal Fisco, trovando fondamento nelle movimentazioni dei conti correnti, non potevano richiamare l’applicazione della presunzione di maggior reddito di cui all’articolo 32, comma 1, n. 2, del Dpr n. 600/73, dato che quest’ultima opera solo nei confronti di soggetti che svolgono attività d’impresa o di lavoro autonomo. La Ctr Piemonte - sentenza n. 85/30/12 - accoglie l’istanza del contribuente e annulla l’avviso di accertamento. Secondo i giudici regionali, infatti, i destinatari della presunzione di cui al citato articolo 32 del Dpr 600/73, sono solo gli imprenditori e i lavoratori autonomi e non anche i soggetti privati. Dunque, è da considerarsi illegittima la rettifica dei redditi che si fonda sulla presunzione che i movimenti bancari si traducano in maggiori ricavi, quando ad essere considerati sono i versamenti effettuati sul conto corrente di un privato. (Fonte AIDC).

04-01-2013 - L’Agenzia spiega le novità del bollo sugli estratti di conti e libretti. - Dal 1° gennaio 2012, la misura dell'imposta di bollo sugli estratti di conto corrente e dei libretti di risparmio è pari alla misura annua (rapportata in base ai giorni di rendicontazione, 365 di regola e 366 per l’anno bisestile) di: - 34,20 euro, se il cliente è una persona fisica; - 100 euro, se è diverso da persona fisica;- nulla, per la rendicontazione dei “conti di base” offerti alle fasce svantaggiate di clientela. L’agenzia delle Entrate, con la circolare n. 48 del 21 dicembre 2012, illustra la nuova l’imposta di bollo - in vigore dal 2012 - applicabile agli estratti di conto corrente, ai rendiconti dei libretti di risparmio ed alle comunicazioni relative ai prodotti finanziari. Le novità sono state apportate dal decreto salva Italia (Dl 201/2011) e attuate con decreto Mef del 24 maggio 2012. Nella circolare vengono definiti soggetti all’imposta e modalità di calcolo, per le quali sono forniti esempi. Alcune novità e precisazioni. L’estratto conto o il rendiconto si considera in ogni caso inviato una volta l'anno, anche quando non sussiste un obbligo di invio o di redazione. Per l'esenzione di conti e libretti intestati a persone fisiche con saldo complessivo non superiore a 5mila euro, la giacenza è data dalla media dei saldi giornalieri contabili, considerando anche i libretti al portatore (rileva la natura soggettiva anche del portatore del libretto, se diverso dal soggetto che ne ha richiesto l'emissione). In caso di esenzione, resta fermo l’effetto sostitutivo previsto dalla nota 3-ter all’articolo 13. Sul tema si chiarisce che con più rapporti di differente periodicità di rendicontazione, deve essere considerata anche la giacenza media dei rapporti non rendicontati e che la liquidazione in occasione della rendicontazione periodica non richiede alcun conguaglio a fine anno. L’applicazione dell’imposta proporzionale è prevista nella misura dell’1 per mille annuo, per il 2012, e dell’1,5 per mille annuo, negli anni successivi, anche relativamente a prodotti finanziari, anche non soggetti ad obbligo di deposito, ivi compresi i depositi bancari e postali, anche se rappresentati da certificati. La Legge di Stabilità, dal 2013, fissa un tetto di euro 4.500 per i clienti non persone fisiche. Sull’argomento prodotti finanziari, è chiarito che: - il calcolo per il minimo e il massimo considera tutti i prodotti del cliente, ragguagliandoli ai giorni rendicontati; - se si hanno più rapporti devono essere considerati una sola volta i giorni dei periodi sovrapposti; - si deve verificare se al 31 dicembre (o alla chiusura del rapporto) l'imposta applicata sia almeno del minimo. (Fonte AIDC).